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Ulivi palestinesi sradicati a Deir Nidham: crisi per la stagione di ottobre

Ulivi palestinesi sradicati a Deir Nidham: crisi per la stagione di ottobre

Nel villaggio di Deir Nidham gli ulivi vengono strappati via da bulldozer pochi giorni prima della stagione di ottobre.

Il 23 settembre 2026, nella zona di Deir Nidham, poco più di 9 acri di oliveti sono stati devastati da una squadra di bulldozer militari. L’operazione si è svolta a poche ore dall’inizio della raccolta delle olive che tradizionalmente parte nella prima settimana di ottobre e rappresenta una delle principali fonti di reddito per le famiglie locali.

Operazione militare del 23 settembre a Deir Nidham

Secondo le testimonianze dei residenti, i mezzi pesanti hanno abbattuto interi filari di alberi, strappando le radici anche tra le case. Abd Alfattah Tamimi proprietario di un uliveto che si estende su quasi 9 acri insieme ai vicini, ha descritto la scena: “They don’t care about anyone, but God is up there, and we are steadfast here with our souls”.

Ha aggiunto, “They are uprooting, and we will plant again with the help of God”. L’intervento ha coinvolto non solo i suoi alberi, ma anche quelli appena piantati, cancellando anni di lavoro.

Danni alle coltivazioni e perdita economica

Il danno si traduce in una perdita tangibile: 120 fusti di olio d’oliva prodotti annualmente dalla famiglia Tamimi e quantità simili dai vicini sono ora compromessi.

La Commissione per la Colonizzazione e la Resistenza del Muro dell’Autorità Palestinese stima che, nell’agosto precedente, siano state abbattute 21.508 piante, di cui 19.375 ulivi. Con una produzione nazionale stimata in 21.000 tonnellate e una domanda locale di circa 15.000 tonnellate, la distruzione riduce drasticamente la capacità di soddisfare il mercato interno.

Motivazioni israeliane e reazioni palestinesi

L’esercito israeliano ha giustificato l’intervento come una misura di sicurezza, sostenendo che gli ulivi potrebbero offrire copertura per attacchi o imboscate contro le truppe. Organizzazioni per i diritti umani palestinesi respingono tale tesi, affermando che la distruzione priva gli agricoltori del reddito derivante dalla vendita di olive e olio d’oliva e danneggia un simbolo culturale della loro identità territoriale.

Impatto sulla stagione di ottobre

La tempistica dell’attacco è stata percepita come un tentativo di infliggere il massimo danno prima della raccolta annuale. Nather Tamimi altro proprietario terriero, ha sottolineato che la perdita dei piantagioni avviene proprio quando la famiglia produce 120 dracme di olio, mettendo a rischio i guadagni di tutta la zona. Con più di 60.000 persone impiegate nel settore olivicolo, la crisi si irradia ben Oltre il piccolo villaggio, minacciando l’intera economia della Cisgiordania.

Contesto più ampio della distruzione agricola

Gli eventi di Deir Nidham si inseriscono in un quadro di crescente tensione nella Cisgiordania, dove le operazioni militari e gli atti dei coloni israeliani intensificano gli attacchi alle risorse agricole palestinesi. Il dato di 21.508 alberi sradicati ad agosto evidenzia una tendenza sistematica che, se protratta, potrebbe compromettere la sostenibilità dell’agricoltura palestinese per gli anni a venire.

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