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Vaticano contro il Ddl Zan, Draghi: “Siamo uno Stato laico, il Parlamento è libero di legiferare”

Tornando sull'opposizione del Vaticano al Ddl Zan, il premier Draghi ha chiarito che l'Italia è uno Stato laico, dove il Parlamento è libero di legiferare.

vaticano draghi

Intervenendo al Senato sulla richiesta del Vaticano di rivedere il testo del Ddl Zan, il presidente del Consiglio Mario Draghi ha ribadito come il nostro sia uno Stato laico, dove il Parlamento rimane libero di legiferare nel rispetto della Costituzione e degli accordi internazionali.

Accordi tra cui è compreso anche il Concordato con la Chiesa cattolica firmato nel 1929 e rivisto nel 1984.

Vaticano contro il Ddl Zan, Draghi: “Siamo uno Stato laico, il Parlamento è libero di legiferare”

Predendo la parola nell’aula di Palazzo Madama, il premier ha dichiarato che: Il nostro è uno Stato laico, non confessionale. Il Parlamento è libero di discutere e legiferare e il nostro ordinamento è in grado di dare tutte le garanzie verificare che le nostre leggi rispettino sempre i principi costituzionali e gli impegni internazionali, tra cui il Concordato con la Chiesa”.

Successivamente Draghi ha aggiunto: “Ci sono controlli di costituzionalità preventivi nelle competenti commissioni parlamentari. È di nuovo il Parlamento che discute della costituzionalità. E poi ci sono controlli successivi nella Corte costituzionale”. Citando poi una sentenza della Corte Costituzionale risalente al 1989, il premier ha sottolineato come: “La laicità non è indifferenza dello Stato rispetto al fenomeno religioso, bensì tutela del pluralismo e delle diversità culturali”.

Draghi ha poi spiegato che per quanto riguarda questa vicenda Palazzo Chigi: “Non entra nel merito della discussione parlamentare, poiché questo è il momento del Parlamento, non è il momento del governo.

Draghi in Senato: “I vaccini si fanno ai minori”

Successivamente il presidente del consiglio è tornato sul tema della campagna vaccinale, spiegando come in questo momento la priorità sia quella di immunizzare tutti i soggetti fragili: “Non sono d’accordo che i vaccini non vadano fatti a minori.

I vaccini si fanno ai minori. Il problema è vedere se ora è la priorità. La priorità ora è cercare di vaccinare tutti gli over-50. Questo è l’obiettivo principale in vista dell’autunno”.

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