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Vertice CPE a Yerevan: Meloni spinge per anticipare le crisi e rafforzare i rapporti mediterranei

Vertice CPE a Yerevan: Meloni spinge per anticipare le crisi e rafforzare i rapporti mediterranei

Meloni, al vertice della Comunità politica europea a Yerevan, invita l'Europa a combinare sicurezza, sviluppo ed energia per affrontare la migrazione e rafforzare l'autonomia strategica

Il vertice dell’8° incontro della Comunità politica europea (CPE) a Yerevan è stato l’occasione per riaffermare priorità politiche e alleanze. Il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha partecipato ai lavori e ai colloqui con altri leader, compresa la riunione con il Presidente dell’Ucraina, Volodymyr Zelensky, e gli appuntamenti bilaterali che hanno segnato la sua presenza sul terreno.

Il summit ha messo in evidenza come, secondo la premier, la gestione della migrazione e la sicurezza energetica siano parti di una più ampia polycrisi che richiede strategie condivise.

Un approccio diverso: anticipare le crisi

Nel suo intervento, Meloni ha sottolineato la necessità di trasformare la capacità europea di risposta in una capacità di previsione.

Secondo la presidente del Consiglio, l’Unione ha già dimostrato resilienza di fronte a emergenze come la pandemia e la guerra in Ucraina, ma ora è il momento di operare un salto di qualità. Questo comporta politiche a lungo termine, investimenti in previsione e una cooperazione più stretta con i Paesi limitrofi. Per Meloni, passare dalla reazione all’anticipazione significa costruire strumenti comuni per affrontare fenomeni complessi come flussi migratori, crisi energetiche e rischi geopolitici.

La migrazione come sfida complessa

La premier ha ricordato che la migrazione non può essere trattata isolatamente: è connessa a instabilità regionale, economia e traffici illeciti. Per questo motivo ha sostenuto un mix di sicurezza, sviluppo e dialogo diplomatico, citando passi concreti compiuti a livello europeo, come il nuovo Patto sull’asilo, la ridefinizione dei paesi terzi sicuri e il lavoro su un regolamento per i rimpatri. Meloni ha inoltre insistito sull’importanza di combattere i trafficanti e di evitare scenari simili a quelli del 2015 attraverso accordi con Paesi d’origine e di transito.

Dialoghi bilaterali e allargamento delle cooperazioni

A margine della CPE, la delegazione italiana ha co-presieduto con il Presidente francese Macron la riunione della Coalizione europea contro le droghe e ha avviato contatti con partner strategici. Meloni ha avuto un incontro con il Primo Ministro del Canada, Mark Carney, presente all’evento per la prima volta come rappresentante di un Paese extra-europeo. Questo avvicinamento, secondo la premier, è utile per condividere iniziative sul fronte energetico e sulle materie prime critiche, elementi ritenuti essenziali per la autonomia strategica dell’Europa.

Energia e materie prime: un nodo centrale

Nei colloqui con il Canada e nei dibattiti al vertice, Meloni ha posto l’accento sulla centralità della questione energetica: diversificare forniture, rafforzare infrastrutture e considerare le materie prime strategiche come parte della sovranità nazionale e collettiva. Ha inoltre collegato le politiche energetiche alla cooperazione con Paesi del Mediterraneo, indicando che la stabilità dell’approvvigionamento è strettamente legata a rapporti politici ed economici più solidi nella regione.

Contesto geopolitico e strategie regionali

La partecipazione di quasi 50 Paesi, con la presenza di tutti gli Stati membri dell’UE e la maggior parte dei partner della NATO, ha dato al summit un carattere strategico. L’Armenia, ospite dell’evento, ha usato il palcoscenico per rinsaldare legami con l’Europa e per avanzare un percorso di diversificazione nelle relazioni estere. Sul piano sicurezza, emergono nuove priorità: logiche di cooperazione più fitte nel Caucaso e maggiore autonomia nelle risposte internazionali, soprattutto alla luce di possibili ripensamenti degli impegni di altre potenze sul continente.

Passi successivi e tappe diplomatiche

Al termine del vertice Meloni si è recata a Baku per incontri con le autorità azere, dove si è parlato di forniture energetiche e cooperazione bilaterale. La premier ha inoltre segnalato possibili incontri futuri, tra cui un confronto con il segretario di Stato statunitense Marco Rubio durante la sua visita a Roma il 7 maggio, senza però entrare nei dettagli. L’agenda mostra come l’Italia intend a coniugare relazioni transatlantiche, dialogo mediterraneo e il rafforzamento di strumenti europei per una politica estera più coerente.

In sintesi, la partecipazione italiana al vertice CPE ha cercato di tracciare una rotta che unisca prevenzione delle crisi, cooperazione regionale e consolidamento della sovranità energetica. Per Meloni, la strada passa per il dialogo con partner storici e nuovi alleati, per accordi sul terreno e per una visione strategica che sappia anticipare più che rincorrere le emergenze.