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Possiamo salvare il mondo prima di cena: il nuovo libro di J.S. Foer

Lo scrittore Jonathan Safran Foer, ospite al Festivaletteratura di Mantova, racconta cosa ha ispirato il suo nuovo libro sul cambiamento climatico.

Il cambiamento climatico è un tema difficile da affrontare per gli scrittori, ma Jonathan Safran Foer ha accettato la sfida nel suo nuovo libro dal titolo Possiamo salvare il mondo prima di cena.

Possiamo salvare il mondo prima di cena

Jonathan Safran Foer (già autore di Ogni cosa illuminata, Eccomi e Molto forte, incredibilmente vicino), ha deciso di affrontare il tema del cambiamento climatica in chiave saggistica, nel suo nuovo libro Possiamo salvare il mondo prima di cena.

La gente pensa che moriremo tutti entro 40 anni, ma non è vero”, ha raccontato l’autore durante il Festivaletteratura di Mantova.Questo tipo di pensiero isterico può portarci a dire che se è così, non possiamo fare nulla. Quello che succederà, invece, è che stiamo per perdere molte cose importanti. Perderemo una certa percentuale di ghiacci, una certa percentuale della foresta amazzonica, perderemo una certa percentuale di specie e perderemo anche molti bambini, perché il clima cambiato produrrà fame. Avremo milioni di rifugiati climatici e giorni in cui non potremo uscire di casa. Sono numeri importanti e quello che possiamo fare è rendere questi numeri il più piccoli possibile“.

Foer ha raccontato quanto sia frustrante dire e sentire dire che dobbiamo fare qualcosa, ma senza poi agire davvero. Uno dei pregi del suo libro è quello di sfatare il mito dell’auto-assoluzione, di ciascuno di noi, compreso lo scrittore stesse.

Ha aggiunto: Questo libro è una specie di artefatto su un anno della mia vita. Su un periodo in cui mi stavo interrogando molto in profondità su quello che avrei potuto fare. Ho raggiunto alcune conclusioni su quello che si dovrebbe fare, ma, se devo essere sincero, io non sono in grado di fare tutte le cose che andrebbero fatte. Credo che questo sia un punto di partenza piuttosto buono, anche per iniziare a perdonare noi stessi e perdonare gli altri, abolendo l’ipocrisia reciproca e cominciando a fare dei veri tentativi“.

Cosa possiamo fare?

Il punto principale per lo scrittore è l’allevamento intensivo, animal agricolture per gli inglesi. Ma si possono mettere in atto anche altre azioni. Non è un mistero per nessuno quello che dovremmo effettivamente fare. Sappiamo, senza ambiguità né controversie, che ci sono quattro cose con cui ogni persona può fare la differenza. Avere meno figli, prendere meno l’aereo, vivere senza automobile e seguire una dieta a base vegetale. Tre di queste cose sono molto molto difficili, ma in tema di alimentazione abbiamo grandissima libertà. Si tratta anche dell’unica azione che ha effetto immediato sulle emissioni di metano e protossido di azoto, che sono la cosa davvero grossa“.

Insomma, bisognerebbe mangiare meno carne, come inizio per evitare la catastrofe, o almeno mitigarne gli effetti. Il punto è che un cambio radicale di atteggiamento è necessario. Ha poi concluso: Dobbiamo cominciare a pensare al fatto che le differenze nei nostri comportamenti contano e che anche le differenze nei risultati contano. Questi ultimi sono interamente conseguenze dei nostri comportamenti“.

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