Nel cuore del South West State della Somalia, la città di Baidoa è nuovamente al centro di una violenta escursione armata. Nelle prime ore di lunedì, migliaia di combattenti fedeli all’ex presidente regionale Abdiaziz Hassan Mohamed Laftagareen hanno varcato i cancelli della capitale amministrativa, scatenando una serie di scontri che hanno paralizzato le vie cittadine e lasciato la popolazione civile intrappolata.
Secondo le dichiarazioni del comandante dell’esercito nazionale Mohamed Ali le forze governative hanno reagito con l’impiego di jet da combattimento e droni armati riuscendo a infliggere gravi perdite agli avversari e a respingerli fuori dalla città. Ali ha sottolineato che i gruppi ribelli avevano veicoli carichi di esplosivi e droni capaci di lanciare ordigni, fattori che hanno aggravato la violenza e la difficoltà di contenere il conflitto.
Scontri armati a Baidoa: protagonisti e dinamiche
Le ostilità hanno visto contrapposte le truppe regolari, coordinate dal Ministry of Health per garantire la sicurezza dei civili, e i miliziani leali a Laftagareen, che da marzo cercano di riconquistare il controllo della regione. Le forze governative hanno denunciato l’utilizzo di mezzi “carichi di esplosivi e droni esplosivi”, mentre i ribelli, in un comunicato, hanno definito l’operazione finalizzata a “mantenere la sicurezza e ripristinare la stabilità e la diversità” nella città.
Interventi aerei e uso di droni
Il supporto aereo ha rappresentato il punto focale della risposta militare. Piloti di jet hanno effettuato diversi raid contro convogli ritenuti ostili, mentre i droni sorvegliani hanno permesso di individuare posizioni nascoste dei combattenti. Tuttavia, l’impiego di questi sistemi ha aumentato il rischio di danni collaterali, rendendo la zona ancora più pericolosa per la popolazione civile, che si è trovata costretta a nascondersi negli edifici o a cercare rifugio in aree non coinvolte direttamente nei combattimenti.
Impatto sulla popolazione civile e sul sistema sanitario
Il risultato di queste azioni è stato un blocco completo delle strade di accesso alle strutture sanitarie. Medici Senza Frontiere (MSF) ha segnalato che i percorsi verso l’ospedale regionale di Baidoa sono stati interrotti, impedendo a numerosi feriti di ricevere cure tempestive. Il personale sanitario ha riferito di aver curato 69 persone di cui cinque bambini con ferite derivanti da proiettili, esplosioni e traumi da schiacciamento. Tra le vittime è stato rilevato un medico appartenente al team MSF, la cui morte ha suscitato preoccupazione per la sicurezza dei lavoratori umanitari.
Un residente, Hussein Abdifatah ha raccontato che le ostilità sono durate per gran parte della giornata, rendendo impossibile la fuga di molti civili: “La maggior parte dei civili ha difficoltà a fuggire perché entrambe le parti combattono ovunque”. Inoltre, un’ambulanza è stata saccheggiata, due membri del personale medico sono stati derubati e uno è rimasto ferito, segnalando una crescente vulnerabilità delle strutture di soccorso.
Risposta di Medici Senza Frontiere
Il rappresentante di MSF in Somalia, Dr. Elshafie Mohammed ha definito la situazione inaccettabile, evidenziando che questo è “il terzo episodio di violenza in sei settimane a Baidoa, con conseguenze devastanti per i civili”. La ONG ha espresso preoccupazione per la perdita di un medico e per la difficoltà di garantire l’accesso alle cure in un contesto in cui le strade risultano chiuse, gli edifici sanitari danneggiati e gli ambulanze saccheggiate.
Cronologia degli scontri recenti
Il conflitto non è un fenomeno isolato. Il primo episodio di violenza di questo ciclo è scoppiato il 17 agosto quando l’Ospedale Regionale di Baidoa ha registrato quattro decessi e 94 feriti. Una nuova ondata è avvenuta il 3 settembre**, quando 71 persone sono state trattate per lesioni e si è registrata una sola vittima morta. L’attuale scontro, considerato la terza escalation in sei settimane, riporta dati ancora più preoccupanti, con un numero di feriti superiore a 60 e la perdita di personale medico, segnando un peggioramento costante della sicurezza e dell’accesso alle cure.
Nel frattempo, le autorità locali e i gruppi armati continuano a emettere dichiarazioni contrastanti riguardo al controllo della città. Mentre l’esercito federale afferma di aver respinto l’attacco, le forze leali a Laftagareen sostengono di aver ottenuto guadagni territoriali significativi. La mancanza di verifiche indipendenti rende difficile determinare quale parte detenga realmente il controllo, ma l’effetto immediato è sempre lo stesso: la popolazione di Baidoa resta in balia di violenze ricorrenti, con un sistema sanitario ormai al limite della capacità di risposta.
