Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha ricevuto a Washington il capo dello Stato cinese, Xi Jinping, per una visita di Stato che ha unito una sontuosa cena di Stato a manifestazioni di piazza. Il tutto si è svolto in un clima di grande spettacolo diplomatico, ma anche di tensione, con centinaia di persone che hanno piazzato cartelli contro la politica di Pechino e, al contempo, una schiera di sostenitori che hanno salutato il leader cinese.
L’evento è stato al centro dell’attenzione internazionale, non solo per il valore simbolico della “grande amicizia” proclamata da Trump, ma anche per le questioni economiche e di sicurezza discusse dietro le porte chiuse dello Studio Ovale.
Le proteste ai margini della Casa Bianca
Richieste dei manifestanti
Intorno al Lafayette Park si sono radunati più di 300 manifestanti, molti dei quali hanno scandito slogan come “Xi Jinping se ne deve andare” e “Vergogna! Vergogna su Xi Jinping!”.
Le richieste spaziavano dall’autonomia religiosa in Tibet alla libertà culturale nello Xinjiang passando per un più ampio spettro di diritti a Hong Kong e Taiwan. Alcuni manifestanti hanno portato bandiere tibetane e cartelli che chiedevano la fine delle repressioni, mentre altri hanno richiesto la restituzione di terre sacre e la possibilità di praticare liberamente la propria fede.
Parallelamente, un gruppo di circa 200 sostenitori di Xi si è riunito davanti all’hotel dove alloggiava il capo cinese, sventolando grandi bandiere rosse e cantando inni patriottici. La contrapposizione di voci ha conferito un’atmosfera di forte polarizzazione, con una parte della folla che ha protestato anche contro la vendita di armi a Taiwan, ricordando l’intervento di Washington nella regione.
Il gala di Stato: lusso, menù e dichiarazioni
Dettagli del menù e degli outfit
La cena di gala si è tenuta nella East Room, illuminata da luci soffuse e decorata con accenti rossi e dorati. Trump ha indossato uno smoking tradizionale, mentre la First Lady, Melania, ha optato per un completo firma Dolce & Gabbana con una fascia di seta nera. Xi Jinping ha scelto un classico abito nero, e sua moglie, Peng Liyuan, ha sfoggiato un elegante abito rosso. Il menù, curato da chef di rinomata fama, prevedeva una vellutata di zucca gialla con funghi selvatici, seguita da un branzino in crosta di sesamo accompagnato da bok choy brasato e melanzane arrosto. Il dessert chiudeva con un crémeux alla vaniglia, confit di amarene e frangipane alle noci, accompagnato da gelato al miele della Casa Bianca.
Durante il brindisi, Trump ha sottolineato che “entrambi rappresentiamo sistemi diversi, ma i legami tra i nostri popoli sono duraturi” e ha definito la loro collaborazione una “grande amicizia“. Xi, dal canto suo, ha parlato di “rispetto reciproco” e della necessità di una “relazione costruttiva, strategica e stabile” tra le due nazioni.
Il bilaterale: commercio, intelligenza artificiale e Taiwan
Accordo commerciale e visioni su IA
Nel corso di tre ore di colloqui a porte chiuse, i due leader hanno toccato temi delicati quali la sicurezza, la tecnologia e la intelligenza artificiale. Xi ha citato la “trappola di Tucidide“, sostenendo che la concorrenza tra Stati Uniti e Cina deve rimanere “sana” e che i due paesi possono “crescere insieme senza scontrarsi”. Trump ha ribadito la volontà di approfondire l’accordo commerciale appena annunciato, pur senza fornire dettagli, e ha accennato alla possibilità di aumentare le importazioni di prodotti agricoli cinesi.
Il Segretario al Tesoro americano, Scott Bessent, ha paragonato l’estensione della tregua commerciale, prolungata fino al 10 gennaio, a una “partita di pallanuoto” in cui la Cina sembra rispettare le regole in superficie, ma “dà calci” sotto. Xi, dal canto suo, ha affermato che l’IA deve rimanere sotto controllo umano, evidenziando le preoccupazioni americane riguardo al furto di tecnologia da parte delle imprese cinesi.
Il tema di Taiwan è rimasto al centro dell’attenzione: Xi ha invitato gli Stati Uniti a opporsi fermamente all’indipendenza dell’isola, definendola un “nemico comune” per la stabilità regionale. Trump, pur senza prendere una posizione netta, ha suggerito che la questione potrebbe diventare una “pedina di scambio” in future trattative diplomatiche.
Momenti di scena e reazioni politiche
Il nuovo ballroom, la battuta sulla stampa e le critiche di Chuck Schumer
Dopo la cena, Trump ha accompagnato Xi in una breve visita alla zona dell’eliporto e al nuovo ballroom della Casa Bianca, mostrando l’interesse per il granito di qualità che, secondo lui, il leader cinese apprezza. Durante il tour, il presidente americano ha scherzato sul fatto che “i fotografi cinesi sono i più amichevoli”. La stampa americana, temporaneamente esclusa, è poi tornata a coprire l’evento, ma le tensioni non si sono placate.
Nel frattempo, il leader democratico del Senato, Chuck Schumer, ha attaccato pubblicamente Trump, definendolo “attratto innatamente dai dittatori” e comparando il tappeto rosso steso per Xi a quello per Vladimir Putin in Alaska. La First Lady Melania e Peng Liyuan hanno poi visitato il Museo Smithsonian per l’Arte asiatica, fermandosi nella famosa “Peacock Room”, segnalando un momento di scambio culturale al di fuori del rigido dibattito politico.
Resta da vedere come questi elementi si tradurranno in politiche concrete nei mesi a venire.
