La Casa Bianca è diventata certamente un luogo caldo dopo le elezioni di Midterm che hanno visto la sconfitta del partito repubblicano guidato da Donald Trump, attuale presidente degli Stati Uniti, la perdita di posti al Congresso, sia per quanto riguarda la Camera che il Senato ha portato a scenari fino a martedì impossibili da immaginare e per qualcuno questa debacle è stata sintomo di azioni decisamente oltre le righe.
Uomo armato nei pressi della Casa Bianca, fermato dagli agenti del Secret Service
Nella serata americana di giovedì, quindi notte italiana, gli agenti del Secret Service, che si occupano di tutelare la sicurezza dell’edificio presidenziale, notano un uomo che ha comportamenti sospetti. Difatti è intento a trafficare nel bagagliaio di un’automobile.
Si recano da lui ed effettuano i controlli di rito, nel bagagliaio dell’auto, risultata poi rubata, trovano munizioni e ben tre diversi tipi di arma da fuoco.
Era chiaro quindi per gli agenti che quell’uomo fosse pronto a colpire il presidente Trump all’interno della White House e quindi lo hanno fermato ed arrestato.
Uomo armato davanti alla Casa Bianca: “voci mi dicevano di uccidere Trump”
Una volta interrogato dagli agenti in merito al possesso di armi da fuoco il soggetto, un cittadino di origine venezuelana, risultato poi illegale negli Stati Uniti avrebbe ammesso di aver sentito delle voci nella propria testa che gli dicevano di uccidere il presidente Donald Trump.
A seguito di ciò è arrivata anche l’accusa di trasporto e possesso illegale di armi da fuoco, come riporta AdnKronos.
Donald Trump è stato informato ma non ha voluto rilasciare alcuna dichiarazione in merito all’episodio, seppur un evento del genere desti preoccupazione per il presidente che è oggi più che mai un bersaglio mobile a causa della propria politica sia interna che estera, risultata di fatto nella sconfitta alle elezioni di Midterm.
