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Volo Malaysia Airlines, il rapporto sull’aereo scomparso: “Dubbi sul comandante”

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Il dossier, di 440 pagine, non ha fatto luce sulla scomparsa del volo della Malaysia Airlines avvenuta l’8 marzo del 2014. Le ricerche sono state interrotte e difficilmente riprenderanno

Le indagini non svelano il mistero

Prima della scomparsa

E’ stato reso pubblico il rapporto finale dell’Australian transport safety bureau (Atsb), l’agenzia australiana dei trasporti, sulla scomparsa, avvenuta l’8 marzo 2014, del volo MH370 del Boeing 777-200ER della compagnia Malaysia Airlines, partito da Kuala Lumpur, capitale della Malesia, e diretto a Pechino con a bordo 227 passeggeri e 12 membri dell’equipaggio.

Si ritiene che il velivolo sia precipitato in fondo all’Oceano Indiano ad est dell’Australia, ma le lunghe indagini, avvenute “sopra e sotto il mare”, non hanno svelato il mistero.

Negli abissi

Le operazioni “sospette” del comandante

Operazioni sospette

Gli investigatori hanno escluso la pista del dirottamento dell’aereo, ma sospettano il comandante, di nome Zaharie Ahmad Shah. Gli inquirenti hanno infatti scoperto che l’uomo, sul suo computer di casa, aveva eseguito la simulazione di un volo “inizialmente simile a quello effettuato dal Boeing 777”, almeno fino allo Stretto di Malacca e alla virata a sinistra, per poi finire nell’Oceano Indiano. L’Atsb si è detta convinta che “siamo più vicini a sapere dove si trova l’aereo di quanto non siamo mai stati prima”, tuttavia la verità e ancora lontana.

Le ricerche

Si cerca il velivolo disperso

Australia, Malesia e Cina hanno deciso ufficialmente di interrompere le ricerche dell’aereo il 17 gennaio scorso, scatenando l’ira dei parenti delle vittime del disastro. Sono stati spesi (invano) oltre 150 milioni di euro, per quelle che sono state definite le ricerche “più care ed estese di tutti i tempi”, e che potrebbero riprendere soltanto sulla base di forti indizi e soltanto su un’area circoscritta di 25 mila chilometri quadrati – quasi la stessa grandezza della Sicilia -.

Profondo sconcerto è stato espresso da quanti si sono adoperati, i quali, nel dossier da 440 pagine sulla vicenda, hanno scritto a chiare lettere: “È quasi inconcepibile e di certo socialmente inaccettabile nell’aviazione moderna — con dieci milioni di passeggeri che prendono quotidianamente l’aereo — che un velivolo commerciale grande come questo vada perso e il mondo non sappia con certezza cosa è successo”. “Non è possibile – hanno proseguito – stabilire le cause di questa perdita fino a quando il relitto non verrà ritrovato”.

E ciò potrebbe non avvenire mai. “È stata una grande tragedia e vorremmo aver potuto chiudere questa storia per i parenti e gli amici delle vittime — ha detto ai familiari degli scomparsi Greg Hood, capo de Atbs —. Spero in ogni caso che essi possano trarre un po’ di sollievo sapendo che abbiamo fatto tutto quello che potevamo per trovare risposte”.


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