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A proposito di sprechi: anche Formigoni ha le sue stanze da re

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A proposito di sprechi: anche Formigoni ha le sue stanze da re

L’Espresso ha realizzato un interessante articolo sugli uffici e le stanze riservate a Roberto Formigoni.

Presidente della regione Lombardia dal 1995 (al quarto mandato consecutivo), Roberto Formigoni ha i suoi, inaccessibili uffici al Pirellone e nel Palazzo Lombardia. Stanze con ingressi protetti, sistemate su piani che gli ascensori dei visitatori e degli impiegati saltano, come se non esistessero.

Al Pirellone, Formigoni, ha uno spazio personale di 900 metri quadrati. Si legge nell’articolo firmato da Michele Sasso e Francesca Sironi: Sugli arredi, i servizi, le forniture, nessuno può dire una parola. L’economato del Consiglio Regionale infatti non ne sa nulla, perché al di sopra del venticinquesimo piano è territorio della Giunta. Per gli uffici del presidente è coperta da segreto anche la Tarsu, la tassa sui rifiuti, che si paga in base alla metratura: nessuno può avere numeri certi sulle stanze del governatore“.

Il trentesimo piano del Pirellone è avvolto dal mistero e dalla leggenda: non è un semplice ufficio di rappresentanza, ma un vero e proprio appartamento privato.

A Milano, nel nuovissimo Palazzo Lombardia, il “Celeste”, ha anche due interi piani uniti da una scala interna.

C’è una parte riservata alla rappresentanza, quella che viene catturata dalle immagini ufficiali, e una invece privatissima, con tanto di letto matrimoniale per le notti di lavoro…

L’Espresso spiega che “l‘angolo preferito dal presidente per discutere con i suoi ospiti, e farsi fotografare, al 35esimo piano di Palazzo Lombardia, è composto da un divano e due poltrone ad angolo, un tavolino scolpito dall’artista albanese Helidon Xhixha e come sfondo il panorama di Milano“, L’arredamento scelto dal Presidente comprende un tavolo “direzionale” da 11.200 euro, due divani di ecopelle da 12 mila, una sala da pranzo in rovere, quattro poltrone “in vellutino accoppiato con resinato” e tappeti “fabbricati a mano con pelo corto e fitto di lino/lana”, oltre a librerie, armadi, comodini.

Sasso e Sironi, puntualizzano poi: “Nel rifacimento del 31esimo piano ha fatto costruire una struttura di vetro (chiamata “Pod”, per la sua forma a fungo), che ospita una sala riunioni di 45 metri quadri, arredata con grande stile: sedie di design, un tavolo progettato da Cerri, una scultura di Fausto Melotti.

Solo per sé Formigoni ha voluto una poltrona rivestita di cavallino disegnata da Giò Ponti per Frau nel 1966. Una sorta di trono, a uso esclusivo del Celeste“.

Ovviamente,Roberto Formigoni riveste un ruolo di spicco nella politica italiana e spesso deve spostarsi per lavoro.

Se si vuole essere pignoli le trasferte del “Celeste” non sono così frequenti, ma caso mai, la mole di lavoro aumentasse Formigoni ha pensato bene di fare le cose in grande.

Per le sue riunioni romane, il Presidente della Lombardia, ha scelto un palazzo seicentesco alle spalle del quartiere generale dei Gesuiti, nel cuore della capitale. Qui, si trova un altro leggendario ufficio: la suggestiva “Sala nera”, sempre chiusa, come la reception personale e i suoi uffici riservatissimi: tutto solo per lui. Stesso discorso per gli uffici di Bruxelles.

E pensare che Formigoni fa parte della Memores Domini, comunità laicale dove i membri fanno voto di povertà…

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