Amministrative 2013: i numeri di Bianco

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Amministrative 2013: i numeri di Bianco

Tra domenica 9 e lunedì 10 giugno 2013 sono state 144 le città siciliane che hanno rinnovato il proprio Consiglio Comunale scegliendo di fatto il nuovo Sindaco. Le cosiddette “regole del gioco” del meccanismo elettorale hanno subito una netta revisione: infatti la Sicilia è la prima regione che è andata al voto con la doppia preferenza di genere, una modalità che ha condotto l’elettore a poter esprimere due scelte ma differenziandole tra un uomo ed una donna. Altra novità è stata costituita dal “voto confermativo”, introdotto con la legge regionale 6 del 5 aprile 2011 che nel comma l sostituisce il comma 3 dell’articolo 2 della legge regionale 15 settembre 1997 n. 35: il voto espresso dall’elettore per la lista dei candidati al consiglio comunale non si estende al candidato sindaco cui la stessa è collegata e viceversa (c.d. effetto trascinamento). Ciò comporta che l’elettore può esprimere la preferenza per un candidato sindaco e per una lista ad esso non collegata (c.d.

voto disgiunto).

Si tratta, a mio avviso, di espedienti legati al meccanismo elettorale che nel contesto catanese e non solo, hanno generato un’allocazione di consensi elettorali particolarmente anomala dovuta senza alcun dubbio alla totale disinformazione dell’elettorato attivo riguardo i nuovi disposti legislativi. Cerchiamo di inquadrare il dato elettorale etneo dando un po’ di numeri. La città’ di Catania, così come si evince dal sito ufficiale del comune, conta 267.701 elettori. L’affluenza si è attestata al 63.35 %, in calo rispetto al 2008. I votanti a queste elezioni sono stati 169.575. I voti totali dei sei candidati a sindaco sono stati 87.991. Ciò significa che 81.584 persone, pur votando, non hanno espresso la loro preferenza per il sindaco. Per errore, per ignoranza, per scelta. Io penso che sia più di tutto questo. Nello specifico Enzo Bianco ha totalizzato 44.537 voti, pari al:

26,26389503 % del totale dei votanti a Catania

50,61540385 % del totale dei voti espressi nei confronti di uno dei candidati a sindaco

16,63684484 % del totale degli elettori del comune di Catania

Va da se che, ammessa e concessa la vittoria schiacciante di Bianco, questi dati ci lasciano qualche perplessità circa la totale assenza di informazione elettorale sui media tradizionali.

Ciò perché fondamentalmente la TV ( ed in tal caso quella locale) rappresenta ancora oggi a Catania e in quasi tutta la Sicilia, il principale canale di fruizione di contenuti informativi. In rete, ad esempio, dal giorno dell’introduzione della legge, si è scatenata una proliferazione quasi “virale” di post che introducevano le modifiche apportate al meccanismo di voto. E’ chiaro che bisogna essere più che onirici nel considerare la società siciliana e nello specifico quella catanese un popolo di internauti: non basta essere collegati ai propri profili social tutto il giorno per essere considerati tali. Le modalità di fruizione dei contenuti web e l’intensità delle interazioni che presuppongono un’azione degli utenti sono elementi chiavi per assurgere al ruolo di internauti attivi.

L’altra annosa questione ha riguardato l’asse partitico composito che si è venuto a configurare in tutto il centrosinistra catanese, figlio della configurazione politica che ha contraddistinto l’elezione di Rosario Crocetta a Presidente della Regione Sicilia.

Ed infatti, alcune delle liste che appoggiavano Bianco, sopra tutto quella del Megafono e quello dell’Art. 4. hanno fatto il pieno di impresentabili, in cui era possibile rinvenire i “Colonnelli di Lombardo”, anche se in schieramenti al momento diversi, con la cattiva sensazione che si sta per ricomporre un nuovo puzzle afferente a quello vecchio. Dati i tempi critici, troppo forte è il presentimento, troppi sono i sospetti che hanno attraversato questa campagna elettorale: non preferiremmo essere in tal caso amarcordper dirla alla Fellini- piuttosto speranzosi e proattivi di voltare definitivamente pagina, con l’auspicio che il bel sole di Sicilia (e nella fattispecie di Catania) non restasse ancora una volta offuscato nella «nebbia politica» dei meri giochi elettorali legati in questo caso alla sindacatura della città.

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