Antiche città: Babilonia, città-stato di un impero leggendario

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Antiche città: Babilonia, città-stato di un impero leggendario

La distruzione finale di Gerusalemme e del Primo Tempio, nel 586 a.c, è stata effettuata da Babilonia, la metropoli che aveva dominato per millenni la Mesopotamia.

La città di Babilonia, che era cresciuta nel terzo millennio raggiungendo una fama gloriosa sotto i governanti della dinastia Hammurabi nella prima metà del XVIII secolo aC. Babilonia è stata stabilita come la città-capitale del regno della Mesopotamia. Gli Hammurabi hanno portato la città alla sua preminenza mantenendola tale per oltre 2000 anni. La Babilonia governò su tutta la Mesopotamia appena un secolo più tardi.

Nel VII e VI secolo a.c Nabopolassar e suo figlio Nabucodonosor II (604-562 aC) ricostruirono Babilonia, e fu in questo periodo che la città raggiunse il suo più grande potere. Nabucodonosor II dedicò le risorse del suo impero per glorificare la sua capitale. Molti templi ben costruiti e spaziosi, e ricchi monumenti furono costruiti in Babilonia. Fece ricostruire il tempio di Marduk, il Grande Dio e santo patrono della città di Babilonia, e l’ Etemenaki (la Ziggurat), così come altri templi.

I famosi giardini pensili, una delle Sette Meraviglie del Mondo, sono accreditati dalla tradizione alla sua regina Semiramide. (Vari scrittori classici attribuirono la creazione del giardino a Nabucodonosor che lo fece costruire per sua moglie, la figlia del re Cyraxeres, così che non le mancasse il paesaggio della sua patria) Uno dei monumenti più imponenti della città era la Porta di Ishtar, una struttura in muratura alta 12 metri e decorata in rilievo da draghi e tori.

Nel 598 aC il re Nabucodonosor lasciò la città per la campagna di espansione verso ovest. Assediata Gerusalemme nel 597 aC la città alla fine capitolò. Re Jehoiachim e molti dei suoi sottosposti furono poi deportati a Babilonia e Sedechia fu installato come re di Giudea, al suo posto. Dopo alcuni anni anche Sedechia si ribellò nonostante le premonizioni del profeta Geremia. Anche in questo caso i Babilonesi assediarono Gerusalemme e le sue mura furono violate.

Il nono giorno del calendario mensile ebraico di AB commemora questa distruzione e l’esilio dei popoli di Israele entro i confini di Babilonia: “Sui fiumi di Babilonia ci siamo seduti, piangendo al ricordo di Sion” (Salmo 137:1-3 )

La letteratura babilonese è sopravvissuta fino ad oggi ed è impressionante per le numerose tavolette di argilla quasi indistruttibili che descrivono la vita di quel periodo. La quantità di queste schede aumenta ad ogni scavo archeologico. Lo scritto più antico è del periodo che è stato individuato come “L’Antica Era Babilonese” (dal XIX al secoli XVII secolo a.c), esso venne scritto e composto a mente dai saggi antichi. Le tavolette di argilla contenevano gli scritti di mitologia, storie di dei, di uomini eroici e le loro azioni, di eventi precedenti e delle profezie di cose a venire, la creazione stessa e il destino dell’uomo e la conoscenza secolare come la matematica, le teorie scientifiche, la medicina e il diritto.

Nota: E ‘generalmente accettato il mito delle storie sulla inondazione della Babilonia e della Sumeria, leggenda formata in parte nella versione ebraica dell’arca di Noè.

La tavoletta di Gilgamesh racconta del Diluvio, con una sola eccezione che la differenzia dalla versione ebraica, infatti presenta un’allegoria che mette in guardia il popolo dai loro peccati e la pena conseguente.

L’arte Babilonese ha avuto una storia lunga e di successo, che risale quasi al periodo preistorico. E’ stato ampiamente utilizzato in pittura murale il bassorilievo, in cui i soggetti illustrano le attività dei loro dèi. Purtroppo, c’è ben poco rimasto su di essi, l’usura degli anni ha pagato il suo pedaggio.

Non molto tempo dopo, l’impero babilonese si è concluso quando l’ultimo re Nabonedo (556-539 aC) eè stato fatto prigioniero con la sua città da Ciro, il Persiano. Sotto i successori di Ciro, Dario I e Xerses la Babilonia poi è diventata la provincia persiana di Babilonia e la terza capitale dell’impero persiano.

Nel libro di Isaia, veniva profetizzato un simile futuro contro Babilonia.

Senza resistenza e senza un segno di pietà da parte delle forze identificate come i Medi, il regno sarebbe caduto in rovina. Il profeta predicò che la Babilonia e la sua capitale si sarebbero unite a Sodoma e Gomorra nel dimenticatoio. Egli affermò nella sua profezia che sarebbe diventato un luogo maledetto, il sito del covo di bestie selvatiche e demoni, e così avvenne. Storicamente non è stata colpa dei Medi, ma da parte dell’esercito di Ciro, che ha portato comunque i Medi sotto il suo governo.

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