Bambini scoprono una fossa nel bosco: ecco cosa conteneva

Bambini scoprono una fossa nel bosco: ecco cosa conteneva

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Bambini scoprono una fossa nel bosco: ecco cosa conteneva

Bambini scoprono una fossa nel bosco: ecco cosa conteneva
Bambini scoprono una fossa nel bosco: ecco cosa conteneva

Due bambini si imbattono in una fossa profonda mentre si trovavano in un bosco. E quello che scoprono al suo interno ha lasciato tutti a bocca aperta.

Si chiamano Tyler ed Eugene e sono due cugini che, ogni giorno, si recano nel bosco per una tranquilla passeggiata. Mentre camminano, però, si accorgono che c’è qualcosa di diverso in quel luogo che conoscono, ormai, come le loro stesse tasche. Ciò che è balzato loro all’occhio è stata una fossa che, prima di quel momento, non avevano mai visto. Quel buco aveva la forma di un piccolo pozzo e, all’apparenza, sembrava altrettanto profondo. Ma i bambini si sa, sono curiosi. I due cugini, perciò, decidono di avvicinarsi e di sporgersi per vedere se, in fondo alla cavità, ci fosse qualcosa di interessante. Ed effettivamente, qualcosa di singolare c’era davvero.

Un pit bull era finito nel pozzo e non riusciva più a risalire in superficie.

Il piccolo animale, inoltre, sembrava essere molto affamato. Tyler, quindi, va a chiamare subito suo padre il quale, dopo aver studiato la situazione, decide di calarsi infondo al pozzo per recuperare l’animale. La domanda che tutti si sono istintivamente posti era se il pit bull fosse diventato aggressivo a causa della fame. Assolutamente no. Il povero cane si è rivelato calmo e gentile, felicissimo di essere stato salvato. Infatti, non ha smesso nemmeno un secondo di leccare il viso e le mani dei suoi benefattori, scodinzolando per la contentezza. Subito dopo, è stato adottato da un amico di famiglia.

I pit bull sono aggressivi?

L’american pit bull terrier è l’incrocio di due razze inglesi: l’english white terrier e l’old bulldog. L’incrocio è avvenuto verso la fine del 1800. Secondo altre fonti, invece, si tratta di un vero e proprio bull dog, senza apporto di altre razze.

Bisogna innanzitutto fare una distinzione tra naturale aggressività e aggressività forzata dovuta all’addestramento alla lotta cui l’uomo sottopone il cane.

Il pit bull ha una notevole aggressività innata che, però, è stata, nel corso dei secoli, stimolata dall’uomo stesso attraverso selezioni accurate e condizionamenti. Ciò detto, l’aggressività non è di per sé negativa, soprattutto se, come nel caso del pit bull, è accompagnata da doti preziose quali l’obbedienza e la sottomissione all’uomo. Se giustamente sfruttate, quindi, queste peculiarità possono davvero rivelarsi molto importanti per l’essere umano. Il pit bull, inoltre, è un cane fedelissimo e coraggioso, ideale da difesa e da guardia, nonché ottimo compagno per i bambini, in quanto estremamente paziente.

Eppure c’è chi sostiene opinioni diverse. Una ricerca condotta dall’ASL di Firenze rivela che, su 32 vittime, 9 sono causate da pastori tedeschi, 4 da pit bull e 3 da rottweiler. Di queste, 19 erano proprietari o familiari. I medesimi studi, ma condotti presso la Scuola di veterinaria della Tufts University, negli Stati Uniti, dichiarano, invece, che le razze maggiormente colpevoli di attacchi letali sono, in ordine: pit bull, rottweiler e pastore tedesco.

Ma non tutti i pit bull, rottweiler e pastori tedeschi sono letali.

Anzi ce ne sono molti di affettuosissimi. La domanda è: come gestire una tale situazione che presenta una variabilità così elevata? Alcuni hanno proposto di creare scuole di comportamento che rilascino attestati sul fatto che uno dei cani in questione è docile e affettuoso. Un’opportunità. Perché no?

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