Calciatore ha un malore ma viene dimesso dall'ospedale: poche ore dopo muore

Calciatore ha un malore ma viene dimesso dall’ospedale: poche ore dopo muore

Cronaca

Calciatore ha un malore ma viene dimesso dall’ospedale: poche ore dopo muore

Federico Carpinelli

La tragica e assurda storia del calciatore Federico Carpinelli: dimesso dall'ospedale per una gastrite muore poco dopo per una crisi cardiaca.

La storia di Federico Carpinelli è tragica e paradossale allo stesso tempo. Federico aveva 31 anni ed era uno sportivo: era un calciatore di Collegno; capitano e futuro allenatore della squadra Olympic Collegno. Purtroppo bisogna usare i verbi al passato perché il giovane calciatore è morto la notte scorsa per un malore che, molto probabilmente, era una crisi cardiaca. La tragicità dell’evento è palese vista la sua giovane età: Federico lascia una moglie e una bambina di un anno. Ma c’è un aspetto ben peggiore, persino della morte stessa, ovvero il pensiero che forse questa tragedia poteva essere evitata. Da sabato scorso, infatti, il calciatore di Collegno aveva avuto diversi dolori che lo avevano portato in ospedale, ma era stato dimesso.

Dalla gastrite alla crisi cardiaca

La prima volta che il calciatore si è sentito male è stato sabato pomeriggio. In quell’occasione Federico accusava nausea e dolori addominali, ma sembrava non dovesse essere nulla di grave.

Si facevano risalire i disturbi a qualcosa di collegato allo stomaco e alla digestione. Quando i dolori si sono ripetuti più intensi martedì Federico è corso all’ospedale per fare degli accertamenti più approfonditi. E’ stato tenuto in osservazione per due ore all’ospedale di Rivoli, ma poi è stato dimesso con un nulla di fatto. Il massimo che gli fu detto è che c’era una sospetta gastrite. La vera tragedia è avvenuta mercoledì: Federico aveva portato la macchina dal meccanico per fare un controllo prima di partire per le vacanze. Alle 22 di mercoledì il calciatore sente di nuovo forti dolori, ma stavolta sono sempre più intollerabili.

La fine della corsa

La moglie ha chiamato subito un’ambulanza e c’è stata una corsa disperata verso l’ospedale San Luigi. Le condizioni del calciatore, purtroppo, erano già pessime al suo arrivo in ospedale e infatti poco dopo la mezzanotte non ce l’ha fatta ed è morto.

Dall’autopsia richiesta dalla Procura di Torino si avranno maggiori certezze, ma a caldo i medici hanno attribuito la morte di Federico a una crisi cardiaca. Immediato il pensiero va ai dolori sentiti nei giorni precedenti: e se fossero stati dei campanelli d’allarme? Se con altri controlli sarebbe uscito fuori il vero problema e si poteva correre ai ripari? Ma ora ogni domanda è inutile. L’Olympic Collegno, associazione sportiva dove non solo Federico giocava da anni come calciatore ma lavorava anche come allenatore delle squadre più giovani, si unisce al cordoglio della moglie e della piccolissima figlia con un post su Facebook: “In queste occasioni non si sa mai cosa dire, qualsiasi parola appare vuota di senso di fronte ad un dolore così grande. La scomparsa di Federico lascia un grande vuoto fra tutti noi che lo abbiamo conosciuto e gli abbiamo voluto bene.

(Purtroppo altre tragiche notizie vengono dal mondo: “Cinque donne accusate di stregoneria: linciate e bruciate vive“)

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