Che cos’è il Tie Break nel Tennis

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Che cos’è il Tie Break nel Tennis

Che cos'è il Tie Break nel Tennis
Che cos'è il Tie Break nel Tennis

L’unico sport che in Italia può forse fare concorrenza al calcio, lo sport preferito per eccellenza, nel Bel Paese ed in Europa, è il tennis. Infatti, oltre ad una partita di calcio, una partita bella da guardare è, sicuramente, una partita di tennis, specie se disputata tra due giocatori grintosi e competitivi. Quando questi due giocatori vogliono dare il meglio di sé, il più delle volte ricorreranno al cosiddetto “Tie Break”.

Procediamo con ordine.

Iniziamo con il dire che una partita di tennis è composta da diverse partite, che prendono il nome di “Set”. Per potersi aggiudicare un set, si devono vincere sei giochi, con un vantaggio di due giochi sull’avversario. Perché il giocatore sia il vincitore, invece, è necessario vincere due set su tre nei Tornei ATP 250 – 500 – 1000 o categorie minori, oppure tre su cinque negli slam.

Per evitare che una partita di tennis venisse giocata all’infinito, nel 1970, fu introdotta la regola del Tie Break, ovvero, la regola dello spareggio, proprio per evitare che il gioco non finisse mai. Il Tie Break può essere a sei o nove giochi, a seconda che si rispetti la regola americana o quella inglese.

Nella regola inglese, che prevede sei giochi, il giocatore deve battere il tredicesimo gioco, quello successivo al sesto, per ben due volte consecutive. Il gioco ha inizio battendo prima da destra e poi da sinistra. Il passaggio da un campo all’altro avviene quando si raggiungono i sei punti. Nel caso dovesse esserci uno spareggio, allora, il Tie Break continua finché uno dei due giocatori non avrà un vantaggio di almeno due punti.

Per quanto riguarda la regola americana, che invece prevede nove partite, il giocatore che vince è quello che, arrivato al dodicesimo gioco, è il primo che batte il punto dello spareggio. Se la gara finisce in parità, il vincitore è chi ha un vantaggio di almeno due punti. Secondo la regola americana, il cambio campo si effettua ogni sei punti, senza possibilità di riposo, come avviene di solito.

Come è nato il Tie Break?

E’ una storia lunga da raccontare, ma per farla breve, si può accennare a quando, nel 1969, Charlie Pasarell e Pancho Gonzales disputarono a Wimbledon uno degli incontri più epici di tutti i tempi. In quell’occasione, Gonzales vinse per 22-24, 1-6, 16-14, 6-3, 11-9 in 112 giochi, 5 ore e 12 minuti.

La partita rimane, ad oggi, la più lunga nella storia di Wimbledon.

Addirittura, nella “Bibbia di Wimbledon”, di John Barrett, si raccontano svariati aneddoti, tra cui quello secondo cui: «irritato dalla mancata sospensione per oscurità verso la fine del primo set, Gonzales gettò letteralmente via il secondo parziale, de facto forzando il Referee Mike Gibson a rimandare la prosecuzione dell’incontro al giorno dopo».

Prendendo spunto dal VASSS, Van Alen ideò un sistema di calcolo secondo cui il Tie Break sarebbe stato vinto da chi avesse raggiunto cinque punti, diventati poi sette.

Questo nuovo sistema di calcolo non fu accolto calorosamente e benevolmente da tutti. Tuttavia, allo stesso tempo, questa nuova regola ha introdotto nuovi vantaggi e forse scansato l’inevitabile. Infatti, è folle pensare che una partita di tennis dei giorni nostri possa essere giocata all’infinito, senza conseguenze per nessuno, giocatori e spettatori inclusi.

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