Cosa chiedono a un colloquio di lavoro

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Cosa chiedono a un colloquio di lavoro

Cosa chiedono a un colloquio di lavoro
Cosa chiedono a un colloquio di lavoro

I colloqui di lavoro possono rappresentare una situazione tesa, oppure, una semplice occasione di confronto: in ogni caso, alcune cose sono sempre presenti.

I colloqui di lavoro sono il primo e più diretto metodo di confronto tra colui che vuole essere assunto e il datore di lavoro: in ogni colloquio ci sono delle prassi che si ripetono piuttosto regolarmente. Queste possono essere sotanzialmente semplici domande o vere e proprie richieste, come il fatto di avere copie di eventuali documenti inerenti al proprio lavoro.

Domande e risposte al primo colloquio

Durante un colloquio, il possibile datore di lavoro tende a chiedere svariate cose alla persona che gli si presenta: le prime e più comuni sono sempre inerenti al lavoro, e sono spesso legate alle capacità. Per esempio, se è necessario lavorare col pc, spesso vengono poste domande su quali programmi vengono utilizzati. Oltre questo, vengono generalmente poste domande legate alla personalità; le più comuni sono “come ti descrivi”, “sai lavorare in gruppo o preferisci farlo da solo”, “sei una persona organizzata”, “sai lavorare in situazioni stressanti”. Tutte queste rappresentano difatti la prassi, c’è dunque da aspettarsi di riceverle e nel caso prepararsi in anticipo.

Domande e risposte al secondo colloquio

In alcuni casi dopo un primo colloquio, che potrebbe avvenire anche via telefono, può subentrare un secondo colloquio, nel quale oltre ad eventuali domande simili a quelle del primo, è possibile ricevere domande più particolari. Una delle più comuni è “cosa vorresti da questo lavoro”, oppure ancora “cosa ti aspetti in futuro”. Queste domande legate alle ambizioni e ai progetti personali, vengono spesso poste proprio per valutare la volontà della persona esaminata. Per fare bella impressione, è bene rispondere con accuratezza, tentando di rispondere basandosi sul lavoro che si vuole andare a fare. Se dunque vi state proponendo per un posto da magazziniere e rispondete che in futuro vorreste aprire un bar, sicuramente non fareste una buona figura, poiché il vostro datore di lavoro potrebbe temere di non poter contare sulla vostra affidabilità.

Che dire a un colloquio di lavoro in inglese

Se vi capitasse di dover sostenere un colloquio di lavoro in inglese, non fatevi prendere dall’ansia: questo genere di colloquio ha indubbiamente i suoi vantaggi. Primo fra tutti, nella lingua inglese non c’è differenza tra il “tu” e il “lei“, dunque la formalità linguistica, indispensabile per un colloquio in italiano, può essere accantonata. Siate però pronti a elencare correttamente eventuali lavori passati, legati ovviamente al ruolo che si intende ricoprire; prestate inoltre molta attenzione a come rispondere alle domande con “Why” (Perché). Molti rispondo ripetendo erroneamente why, quando la risposta al “perché” il inglese è “because”.

Che dire a un colloquio di lavoro in francese

Nei colloqui in francese la precisione e la formalità sono estremamente importanti: per dare del “lei” è necessario usare il “voi“, prestate molta attenzione a questo particolare, in quanto potrebbe farvi sembrare inappropriati o comunque incapaci di parlare adeguatamente fancese. Documentatevi con precisione su ciò che dovete dire in merito alle vostre competenze, perché sicuramente saranno parte integrante del colloquio.

Come affrontare un colloquio di lavoro di gruppo

I colloqui di lavoro di gruppo sono piuttosto rari, ma comunque alcune aziende, soprattutto quelle più grandi, possono usarli come mezzo di selezione; vengono particolarmente usati per inquadrare le varie personalità, quelle dominanti, quelle riflessive e quelle più timide, in modo da capire in maniera particolarmente chiara come sono fatti gli esaminati. Per affrontarli al meglio è necessario evitare di farsi prendere dal panico, parlare con attenzione e fare in modo di non rimanere indietro rispetto al gruppo. Inoltre, non bisogna scoraggiarsi se si inizia a credere di essere “svantaggiati” rispetto agli altri esaminati! Nonostante il confronto possa sembrare impari, il modo in cui lo affrontate sarà certamente valutato.

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