Costa Concordia: rabbia dei sopravvissuti al naufragio

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Costa Concordia: rabbia dei sopravvissuti al naufragio

Costa Concordia: rabbia dei sopravvissuti al naufragio.
Costa Concordia: rabbia dei sopravvissuti al naufragio.

I sopravvissuti al naufragio della Costa Concordia chiedono il risarcimento dei loro oggetti di valore, scomparsi sulla nave, in questi anni di “sosta” a Giglio.

È un furto evidente!” Nei giornali Le Parisien e Journal du Dimanche, Anne Decré è ancora furiosa. Il capo del gruppo dei sopravvissuti francesi della Concordia, che include 390 dei 450 sopravvissuti francesi del naufragio, ha chiesto i conti dopo la scomparsa di molti oggetti preziosi che erano riposti nei cofanetti, sulla nave.

Secondo Le Parisien, decine di passeggeri hanno costatato che gioielli, contanti o apparecchi elettronici sono andati dispersi, quattro anni e mezzo dopo il naufragio, che ha causato la morte di 32 persone, il 13 gennaio 2012. Maria Dolores, una donna sopravvissuta, ha sostenuto di aver perso più di 8.000 euro di gioielli, conservati nel suo cofanetto. Claude, invece, alla fine è riuscito ad avere la sua macchina fotografica ma non la collana di perle e gli orecchini di sua moglie.

Costa non si preoccupa per noi“, ha inveito. Solo pochi oggetti sono stati restituiti fino ad oggi. Una restituzione che ha avuto inizio alcune settimane fa, dopo il processo d’appello del comandante Schettino.

Un saccheggio

Interrogata dai due giornali, la società ha negato ogni tipo di responsabilità. Durante i primi due anni in cui il relitto era rimasto bloccato a Giglio, la nave era sotto la responsabilità giudiziaria, sostiene la società. E a partire da luglio 2014, è il consorzio responsabile per il suo smantellamento nel porto di Genova ad esserne responsabile.

Secondo la responsabile associativa, i fatti sono semplici: “Alcune persone hanno sfruttato il relitto (…) Stranamente, tutti gli scrigni che contenevano i gioielli e gli oggetti di valore dei passeggeri sono scomparsi.

Il JDD ha detto che il saccheggio era effettivamente stato registrato nell’autunno 2012 e una somma forfettaria di 11.000 euro sarebbe stata offerta ai passeggeri, per coprire la perdita dei loro averi.

La maggior parte dei sopravvissuti francesi sono riusciti persino a negoziare più soldi.

Ma per Anne Decré, questo non è sufficiente. “Tali indennità coprono solo il trauma e la perdita del godimento degli oggetti”, sostiene. La responsabile ora richiede per i suoi aderenti un’indennità pari alle proprietà mancanti.

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