Eurogruppo per l’austerity: l’UE non è pronta a lasciare Patto di Stabilità COMMENTA  

Eurogruppo per l’austerity: l’UE non è pronta a lasciare Patto di Stabilità COMMENTA  

Il presidente dell’Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem è tornato a sostenere la politica dell’austerity. L’UE non è pronta per bilanci flessibili.

Il presidente dell’Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem in audizione di fronte alla Commissione per gli Affari Economici del Parlamento Europeo ha voluto sottolineare l’importanza della coerenza fra le regole scritte e i comportamenti effettivi.


Il richiamo di Dijsselbloem all’austerity. La Commissione UE vuole invece sostenere la ripresa

Dijsselbloem ha fatto in particolare riferimento alla necessità di una “credibilità congiunta” e ha lanciato un appello a “essere coerenti fra quello che facciamo e quello che diciamo”. Il riferimento è alle regole del patto di stabilità, alla politica dell’austerity e alle raccomandazioni che di recente la Commissione UE ha fatto ad alcuni stati membri, fra cui l’Italia.


Un richiamo allo spirito dell’austerity, quello di Dijsselbloem, che è arrivato proprio in un momento in cui da più parti è stata invece riconosciuta l’esigenza di spingere verso la ripresa. Non per nulla il ministro dello Sviluppo Economico italiano Carlo Calenda ha commentato le affermazioni di Dijsselbloem parlando di una “gigantesca cantonata”, mentre portavoce della Commissione Europea hanno ribadito l’intenzione di “sostenere la ripresa”.


Posizione fiscale questione molto complessa. Su alcune questioni chiave la Commissione UE non ha ancora deciso cosa fare

Nel commentare le raccomandazioni della Commissione, Dijsselbloem ha espresso forti perplessità. A suo parere, in Europa “non siamo ancora abbastanza stabili per lasciarci andare a questo tipo di traiettoria fiscale”. “La posizione fiscale”, ha proseguito, “è una questione molto complessa” che riguarda soprattutto le differenze fra i paesi con margine di bilancio e quelli che ne sono privi. Sulle modalità con cui agire in rapporto a queste differenze, la Commissione UE non ha ancora fornito indicazioni, eppure si tratta di una “domanda chiave”.

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In sostanza, secondo Dijsselbloem, occorre essere sicuri “che la ripresa si sostenga da sola”, mentre al momento “la disoccupazione è ancora molto alta” in molti stati dell’Unione Europea, una condizione di grande fragilità su cui la ripresa non può instaurarsi.

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