F1, All’ombra del Kaiser

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F1, All’ombra del Kaiser

Korea e Giappone hanno contribuito alla sterzata finale, la solita e noiosa routine domenicale, di un controllo perenne e sicuro. Ormai è solo questione di giorni e sarà tutto pronto per i festeggiamenti in grande stile. Il palcoscenico indiano farà da cornice al protagonista assoluto che limiti non ha… “almeno di clamorosi, imprevedibili e sconvolgenti miracoli”. Le tappe dell’estremo oriente hanno solamente dimostrano il terribile e inesauribile potenziale della Red Bull, l’inferiorità di un pensionante, nonostante gli sforzi inutili (come averlo fatto di proposito), e l’energia positiva del più giovane recordman nella storia della Formula 1.

Il 4° titolo in quattro anni non può che spingere un ragazzo di soli 26 anni verso obbiettivi proibitivi (Superare il mitico Schumi già a 30 anni?). Inutile cambiare scuderia e tornare insieme agli “altri”, meglio continuare a sfruttare tutto il meglio del Toro, almeno fino al termine della prossima stagione, giusto il tempo di verificare se è proprio il caso di continuare l’avventura anche nella prossima nuova era della massima competizione a quattro ruote o mettersi l’anima in pace e seguire il cuore “rosso” di passione.

Se per il vertice è tutto già scritto, le ultime quattro gare saranno sicuramente la riflessione e il tramite in vista delle novità del 2014, almeno per la maggior parte dei piloti dal 2° posto in giù della classifica generale. Si accenderà come prevedibile la battaglia tra Ferrari e Mercedes per la medaglia d’argento del campionato costruttori (prestigio e soprattutto denaro essenziale per avere consensi e popolarità all’interno del Circus), e contemporaneamente assisteremo alla dura prova di resistenza (nervosa) tra l’ormai sconvolto e sconfitto Fernando Alonso e il suo prossimo acerrimo rivale/compagno, Kimi Raikkonen.

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