Franca Valeri racconta l’allegra storia di una contessa alle prese con il passare del tempo COMMENTA  

Franca Valeri racconta l’allegra storia di una contessa alle prese con il passare del tempo COMMENTA  

Franca Valeri gioca in assoluta libertà con la propria avventura esistenziale e artistica, scrivendo così una commedia arguta, ironica, elegante; abitata da personaggi sempre un po’ matti, a cominciare dalla sua Contessa, alle prese con il passare degli anni e con una situazione finanziaria alquanto sgangherata.


Tutto avviene nel giro di poche ore e ruota intorno a una “protagonista al crepuscolo di una vita lunga e avventurosa”, uscita dall’immaginazione di Franca Valeri e da lei interpretata, anche sul palcoscenico, con l’urgenza di sottolineare che nello spettacolo non c’è nulla di malinconico. «Il contenuto – aggiunge la Valeri – non ha quasi niente di autobiografico, la signora che interpreto è diversa da me, senonché sono io che scrivo, con la mia cultura, coi modi di parlare che ho ascoltato, con le abitudini del mondo e delle donne che ho man mano avuto davanti».


L’azione si svolge oggi, ma all’interno di una casa del Seicento. C’è una segretaria che ha con la Contessa un rapporto insieme di odio e di rispecchiamento. Ci sono l’incontro con un figlio mai voluto e mai riconosciuto e la presenza di una pantalonaia, promossa cameriera personale, destinata forse ad accompagnare gli ultimi anni della vecchia signora. Ma, soprattutto, c’è lei, la Contessa, che oscilla tra amore dei propri ricordi e tentazione di abbandonarli nel passato, tra ironia distaccata e consapevolezza che tutti quei frammenti di una lunga esistenza sono comunque degni di essere rivisitati. La vita potrà ancora divertirla? Dopo tutto, dice la signora, «non era nelle intenzioni del Creatore farci divertire».


Prodotto dalla Società per Attori, Non tutto è risolto è interpretato, oltre che da Franca Valeri, da Licia Maglietta, Urbano Barberini e Gabriella Franchini. La regia è  di Giuseppe Marini, scene di Alessandro Chiti, costumi di Mariano Tufano, musiche di Marco Podda

 


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