Geishe, 24 foto di inizio 900 ne raccontano la storia COMMENTA  

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Geishe, 24 foto di inizio 900 ne raccontano la storia
Geishe, 24 foto di inizio 900 ne raccontano la storia

Foto di Geishe di inizio e metà ‘900.  Alla riscoperta del ruolo di questo nome spesso usato in modo dispregiativo. Ma cosa significa veramente?

In oriente la Geishe godo di un’ottima fama, anche se spesso questo nome è stato associato al significato di prostituta. In realtà la Geishe è un’artista. Grandi sono le sue doti di intrattenitrice. Non c’è differenza fra singolare e plurale.


Memorie di una Geishe,  è un famoso libro di Arthur Golden, dal quale è stato tratto un film di Rob Marshall nel 2005.  Sayuri Nitta la protagonista dice: « Una storia come la mia non andrebbe mai raccontata, perché il mio mondo è tanto proibito quanto fragile, senza i suoi misteri non può sopravvivere. Di certo non ero nata per una vita da geisha, come molte cose nella mia strana vita ci fui trasportata dalla corrente. »

La Geishe gode di molto rispetto, in quanto di trattava di una donna che dedicava la sua vita alla danza, alla musica e all’arte in generale.


La tradizionale artista giapponese era molto comune alla fine del ‘900.  Inizialmente le Geishe intrattenevano la nobiltà. Oggi sono quasi scomparse queste figure. Facendo un salto indietro nel tempo, nel 1600 si trattava di uomini che intrattenevano con balli, canti e danze. Quando le prime figure femminili comparvero, si diffusero rapidamente. Infatti la grazia e la femminilità ebbero la meglio sulle figure maschili, meno gradevoli. Spesso il mestiere si tramandava da madre a figlia e le bimbe venivano educate alla Geishe da piccole.

Un tempo il lavoro di Geishe era molto apprezzato ed era sottoposto a formazione. Inoltre la disciplina prevedeva rigide regole riguardo all‘abbigliamento e al trucco.

Quali sono le ragioni per cui le Geishe stanno scomparendo? La donna di quell’epoca non aveva una connotazione sociale.  La sua vita si svolgeva all’ombra del suo uomo. La figura della Geisha ha avuto un enorme successo, appunto per sopperire alla mancanza di personalità della donna.


La Geisha riusciva a intrattenere l’uomo con la sua arte. Era abile nella danza e nel ballo. La sua estetica curata esprimeva grande personalità, ciò che mancava alle donne dell’epoca. La Geisha riusciva ad interessare e a dare piacere artistico. Si può affermare che la Geisha faceva quasi tutto ciò che non era permesso alle donne.

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All’inizio del ‘900, in Giappone era di moda il Kimono. Fù allora che la figura della Geisha fù confusa.  Per il mondo occidentale, la Geishe appunto per il suo modo di vestire e curarsi era una donna sensuale. Questa artista venne considerata provocante e la sua figura venne travisata, rispetto a ciò che rappresentava veramente.

Purtroppo il mondo ancora oggi considera le Geishe, donne sottomesse, nate per servire e intrattenere gli uomini. Ancora una volta la mentalità maschilista predomina e sconfina perfino in una nobile arte.  Questa arte è stata per anni travisata, proprio perchè svolta da donne.

Questa figura di artista si preparava e seguiva insegnamenti e regole. Imparava l’arte del ballo e della danza, del canto. In base alle ore di lavoro e al numero di persone che intratteneva percepiva il suo salario. Si trattava di una disciplina nobile e seria, resa ancora una volta tristemente banale da una mentalità che è ancora dura a morire.

Negli ultimi tempi grazie ad alcune pubblicazioni editoriali e ad alcuni film si sta riscoprendo il ruolo, l’arte e la vera storia di una professione meravigliosa come quella delle Geishe.

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