Incidente di Roswell del luglio 1947: mistero avvistamento ufo

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Incidente di Roswell del luglio 1947: mistero avvistamento ufo

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Video dell'autopsia all'alieno

Il mistero mai risolto dell’incidente di Roswell. Cosa è precipitato quel giorno: un UFO o una sonda dell’Air Force?

Tra il 2 e il 3 luglio 1947 qualcosa precipitò e si schiantò sul suolo della cittadina americana di Roswell in New Mexico, spargendo detriti in tutta l’area circostante. Subito arrivarono sul posto i militari della base RAAF (Roswell Army Air Field), allertati dai residenti, che rimossero interamente il materiale per esaminarlo. Nessuno ha mai saputo con certezza cosa esattamente si fosse schiantato quel giorno, ma da allora questo evento fu denominato “incidente di Roswell”. Sarebbe rimasto tutto nella norma se qualche giorno dopo non fosse stato diramato dallo stesso RAAF un comunicato stampa che recitava così: “un oggetto che sembrerebbe essere un disco volante è stato ritrovato nei pressi di Roswell”.

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Poco dopo però fu comunicata una smentita: l’United States Air Force dichiarò che la RAAF non aveva recuperato un UFO ma bensì un pallone meteorologico in loro possesso. L’incidente quindi passò in secondo piano e fu dimenticato molto in fretta. Nessuno ne parlò più per 30 anni, nemmeno i più fanatici ricercatori di UFO.

Nel 1978 però qualcuno si rinteressò all’incidente di Roswell: Stanton T. Friedman, ufologo e fisico decise di fare un’intervista al maggiore in carica durante il recupero dei detriti. Jesse Marcel, questo il nome del militare, affermò che secondo lui la Air Force aveva deciso di insabbiare il recupero di un astronave aliena schiantatasi nella cittadina. Il caso fu “riaperto”, l’intervista fu letta da tutti gli appassionati di ufologia e l’incidente di Roswell destò nuovamente interesse.

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L’attenzione mondiale per l’incidente fu però guadagnata solo nel 1980 quando il tabloid National Enquirer ottenne un colloquio esclusivo con il maggiore Marcel. Da quel momento in poi l’interesse per l’incidente di Roswell si estese a macchia d’olio e nacquero pure le prime teorie complottistiche secondo cui fosse coinvolta pure l’Area 51. Questo nonostante nel 1995 una relazione su indagini interne all’areonautica ribadì che l’oggetto precipitato fosse un modulo del progetto Mogul, cioè dei palloni sonda che avevano lo scopo di monitorare le attività dell’Unione Sovietica.

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Ad aumentare lo scalpore per l’incidente fu inoltre un produttore londinese, Ray Santilli che nel 1991 diffuse un filmato in bianco e nero che mostrava al mondo intero l‘autopsia condotta da due medici su un alieno precipitato durante l’incidente di Roswell. Fu trasmesso ovunque sulle tv nazionali, in Italia ad esempio sulla Rai durante la trasmissione Misteri nel 1994. Tutti credettero alle immagini e l’interesse aumentò ulteriormente.

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Molto dopo, grazie ai moderni mezzi per analizzare i fotogrammi si dimostrò che il video era falso, e anche lo stesso Santilli lo ammise.

Pur essendo passati 69 anni il mistero rimane ancora. Un ex agente della CIA, Chase Brendon ha rivelato nel 2012 di aver visto durante i suoi anni di servizio dei documenti che confermano la tesi dell’UFO. Ha infatti dichiarato ai media: “Non era un maledetto pallone meteorologico. Era una navicella che evidentemente non è venuta da questo pianeta. Non ho dubbi neanche per un secondo che l’uso della parola ‘resti’ e ‘cadaveri’ era esattamente ciò di cui la gente coinvolta parlava.”

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Lo stesso anno anche Richard French, l’ex tenente colonnello della US Air Force, confermò la teoria di Brendon e sostenne inoltre che i dischi volanti erano ben due e non uno. Più recentemente invece ha creato scandalo la confessione di uno scienziato che lavorò per anni nell’Area 51, Boyd Bushman che è scomparso nell’agosto del 2014.
Poco prima di morire rilasciò un video sconcertante in cui svela la verità sui progetti top secret del governo statunitense e la sua conoscenza del programma UFO.

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Reportage dell'incidente
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