È morto Lou Bellucci, storica voce del Diabolika

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È morto Lou Bellucci, storica voce del Diabolika

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È morto Lou Bellucci, voce del Diabolika

Oggi in molti piangono la scomparsa di Lou Bellucci, storico vocalist del locale noto per le sue presentazioni decisamente al di fuori degli schemi.

Tutti i suoi fan oggi piangono la scomparsa di Lou Bellucci, noto per aver fatto parte della crew romana che tra le fine degli anni ’90 e i primi 2000 girava nei club e nelle discoteche di mezzo mondo. Insieme a Emanuele Inglese – che lo ha ricordato su Facebook -, Henry Pass, Paolo Bolognesi, il noto vocalist animava serate dance con la sua inconfondibile voce.

Bellucci è stato uno dei mattatori delle notti al Diabolika di Roma, molti i messaggi di fan e di chi ha avuto modo di divertirsi con lui.storico vocalist del locale noto per le sue presentazioni decisamente al di fuori degli schemi.

Chi è cresciuto nei primi anni 2000 ascoltando musica house non può non conoscerlo: la sua fama, accompagnata da quella dei migliori dj d’Italia, era tale che al Diabolika non venivano solamente ragazzi romani. Oggi molti piangono la scomparsa di Lou Bellucci, storico vocalist del locale noto per le sue presentazioni decisamente al di fuori degli schemi.

lou bellucci

Le parole di cordoglio di Emanuele Inglese

“Non trovo le parole…. circa 2 ore fa’,notizia peggiore di questa non potevo riceverla.

Ci hai lasciato !!! Il 23 dovevi presentarmi come tu sai fare. Non ci posso credere. R.I.P. LOU.”.

Queste le parole dell’amico Emanuele Inglese che ha condiviso sul suo profilo Facebook. Il celebre dj ha commentato così la morte, prima di tutto, di un amico e poi collega. Al momento sono ancora sconosciute le cause della morte dell’uomo, sembrerebbe che l’iconica voce del marchio Diabolika sia venuto a mancare proprio durante la notte.

Così, in un’intervista a “Soundwall”, Emanuele Inglese ricorda il “Diabolika”:

Quali sono state le cose più belle che ti sono successe mentre lavoravi al Diabolika?

Sai, in sei anni di residenza sono successe un sacco di cose belle, porto nel cuore tutte le nostre serate. Solo chi ha potuto vivere il 2003, il 2004 e il 2005 può capire che cosa è stato il Diabolika. Ricordo pochi party negli ultimi vent’anni con un’energia simile e Roma era una cosa incredibile.

Quella voglia di andare a ballare oggi s’è persa.

Tu parli di energia, ma da dj non soffrivi il fatto di essere continuamente interrotto dai vocalist?

Ho sempre preferito che fosse il disco a parlare, ma devo riconoscere che il concept del Diabolika prevedeva le figure di Harry Pass e Lou Bellucci; senza di loro, per esempio, anche la diretta radio era meno “riconoscibile”. Avevano quasi il ruolo dello speaker, autenticavano quello che m2o stava trasmettendo.

Eravate diventati uno show.

Esattamente. Le sigle, la musica, i vocalist e i boati alle ripartenze: chi ascoltava alla radio aveva la sensazione di essere all’NRG.

Oggi è una cosa che non avrebbe senso, tra Boiler Room, SoundCloud e YouTube…

Ma no, no, assolutamente! Prima si ascoltava la radio perché la radio era il punto di riferimento. Pensa che girano i video del Diabolika, ma del PalaCisalfa no; non ho mai visto un cellulare alzato o qualcuno scattare una foto.

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