Omicidio Rosboch: Gabriele Defilippi condannato a 30 anni di carcere

Omicidio Rosboch: Gabriele Defilippi condannato a 30 anni di carcere

Cronaca

Omicidio Rosboch: Gabriele Defilippi condannato a 30 anni di carcere

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Omicidio Rosboch: Gabriele Defilippi condannato a 30 anni di carcere

Condannato a trent'anni di carcere Gabriele Defilippi, il ventiduenne autore dell'omicidio dell'insegnante Gloria Rosboch, uccisa lo scorso anno

Condannato a trent’anni di carcere: il Gup ha emesso la sentenza definitiva per Gabriele Defilippi, il ventiduenne processato ad Ivrea ed accusato dell’omicidio dell’insegnante Gloria Rosboch. La madre del ventiduenne, Caterina Abbatista, è stata rinviata a giudizio, mentre diciannove anni sono stati dati al complice di Gabriele, il cinquantaquattrenne Roberto Obert.

Il Pubblico Ministero di Ivrea, Giuseppe Ferrando ha ricostruito i fatti. Secondo le ipotesi l’insegnante Gloria Rosboch sarebbe stata intenzionata a sporgere denuncia contro Gabriele Defilippi. Il giovane, un suo ex allievo, l’aveva truffata per una cifra di circa 200.000 euro. Gloria è scomparsa dal suo paese, Castellamonte, il 13 gennaio 2016 ed è stata ritrovata il 19 febbraio nelle campagne di Rivara, all’interno di una cisterna in una discarica a pochi chilometri dal luogo del sequestro.

La madre della vittima: “Una sentenza ingiusta”

Al termine del processo che ha portato alla condanna del ventiduenne è intervenuta la mamma di Gloria Robosch.

Amareggiata, l’anziana donna ha commentato: “Si tratta di una sentenza falsa. Gli anni sono troppo pochi, la pena troppo bassa“. Dello stesso parere anche il legale che le è stato assegnato di parte civile, Stefano Caniglia, che ha sottolineato l’inadeguatezza della pena: “L’ergastolo, così come lo aveva richiesto il Pm, sarebbe stato più adeguato“.

L’avvocato di Defilippi: “Merita una seconda opportunità”

D’altro parere il legale di Gabriele Defilippi, Giorgio Piazzese che sostiene l’importanza del reinserimento nella società per il suo assistito. “Al di là delle sentenze repressive dell’opinione pubblica – ha spiegato Piazzese – siamo riusciti a far comprendere al tribunale che Gabriele può essere reintegrato nella società civile e che merita una seconda opportunità, appena entrerà in una fase diversa della sua vita“.

Una decisione equilibrata – ha proseguito l’avvocato analizzando la sentenza del Gup – che guarda sia al passato che al futuro“. Piazzese si è, infine, dichiarato orgoglioso del lavoro svolto in questi mesi dove, insieme al suo staff, è riuscito a ricostruire una vicenza che definisce “totalmente perduta, fino al momento del mio intervento“.

A giugno dello scorso Defilippi aveva dichiarato: “Merito l’ergastolo”

Aveva scagionato la madre, Gabriele Defilippi, quando nel giugno dello scorso anno aveva dichiarato: “Lei non c’entra nulla.

Il colpevole sono io e merito l’ergastolo“. Il ventiduenne, in quell’occasione, si era anche dichiarato pentito e aveva attribuito parte della responsabilità dell’accaduto al suo complice, Robert Obert.

Dal carcere Defilippi aveva anche chiesto scusa alla famiglia dell’insegnante. “Chiedo scusa ai suoi genitori, vorrei essere al posto loro“, aveva commentato affermando di averli visti soffrire in televisione. Secondo le ricostruzioni degli inquirenti, il giovane e il complice avevano promesso alla Robosch una vita in Costa Azzurra, chiedendo in cambio i 187.000 euro. La stessa somma per cui la professoressa intendeva denunciarli, prima di essere uccisa.

Dopo le scuse alla famiglia, Defilippi aveva iniziato anche un programma con l’equipe di psicologi del carcere ed interrotto lo sciopero della fame, che lo aveva portato a pesare solo 55 chili.

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