Polizza vita: come funziona il riscatto

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Polizza vita: come funziona il riscatto

Polizza vita
Polizza vita

Cos’è la polizza vita? Quali sono i tipi di contratto che si possono stipulare e come funziona il suo riscatto? Cerchiamo di comprenderlo insieme.

Le polizze assicurative, tra le quali rientra a pieno titolo la polizza vita, sono contratti stipulati tra il cliente e la compagnia assicurativa che lei, o lui, sceglie. Il contratto in questione è aleatorio: ciò significa che per entrambe le parti è impossibile conoscerne in anticipo benefici e rischi. Come ogni contratto, la polizza prevede delle clausole, sempre scritte e specificate nella documentazione che, al loro venir meno, determinano la cessazione dell’accordo e la liquidazione (anch’essa prevista in dettaglio nella documentazione).

Cos’è la polizza vita

La polizza vita, come gli altri tipi di polizza, è un contratto stipulato tra una compagnia assicurativa e un privato cittadino. Attraverso la stipula, la compagnia assicurativa si impegna a corrispondere al beneficiario una data somma -consegnata in un unico momento o in più rate- nel caso in cui si verificasse un evento che riguardi la vita dell’interessato.
Le polizze vita sono utilizzate principalmente per due scopi: assicurarsi una pensione integrativa o garantire i propri familiari, tenendoli in certa misura al riparo dalle incertezze economiche che deriverebbero dalla morte di un membro della famiglia percettore di reddito.

Le polizze vita si dividono in tre tipologie:
1) Polizze vita caso vita. Alla scadenza di questo tipo di polizza, al contraente ancora in vita viene corrisposto l’importo concordato nel contratto.

La polizza decade in caso di morte ma, in questa circostanza, ai familiare del defunto viene corrisposto l’ammontare dei premi versati dal contraente (rivalutato).
2) Polizze vita caso morte. Nella polizza viene indicato un beneficiario al quale, in caso di morte dell’assicurato, verrà versata una liquidazione concordata. Non si applica nel caso in cui, allo scadere della polizza, il contraente dovesse risultare ancora in vita.
3) Polizze vite miste. In questo caso, la polizza prevede una liquidazione in ognuno dei due casi, di vita o di morte dell’assicurato. Se questi fosse ancora vivo, la liquidazione potrà essergli corrisposta in una o più rate o come rendita vitalizia.

Come funziona

Ma come funziona concretamente la polizza vita al momento della stipula? Il contratto prevede innanzitutto quattro diverse figure:
1) Il contraente. Può essere una persona fisica o giuridica. Si tratta di chi concretamente sottoscrive e firma il contratto, impegnandosi a onorarlo attraverso il pagamento di premi periodici.
2) L’assicuratore.

L’assicuratore (o assicuratrice) è il termine che fa riferimento alla persona fisica che stipula il contratto, in qualità di rappresentante della Compagnia di assicurazione. Questa persone riscuoterà, lungo la durata del contratto, i premi versati dal contraente e si occuperà, al suo termine, di corrispondere la liquidazione pattuita. Per operare nel settore ‘vita’, la Compagnia assicurativa deve essere autorizzata dal Ministero dell’Industria e l’assicuratore necessita, a sua volta, dell’autorizzazione della Compagnia che rappresenta a operare in tale campo.
3) L’assicurato. Parliamo in questo caso della persona alla cui vita il contratto stipulato fa esplicito riferimento.
4) Il beneficiario. Come suggerisce il termine stesso, il beneficiario (o i beneficiari, in quanto può essere designata più di una persona) è colui o colei che riscuoterà la liquidazione. Può essere l’assicurato stesso o una persona terza rispetto al contratto.

Come fare il riscatto

Alcuni contratti prevedono lassi di tempo molto lunghi e, con il passare del tempo, è sempre possibile che una assicurazione non sia più necessaria o utile, che si voglia modificarla o cambiarla per sostituirla con un’altra forma di polizza.
Prima della scadenza naturale del contratto, può essere richiesto un riscatto anticipato.

Tuttavia, non in qualsiasi caso ciò è possibile e, anche quando lo fosse, non risulta sempre conveniente richiederlo. Infatti, spesso si lamenta quanto sia difficile ottenere un riscatto su una polizza a vita stipulata e molte compagnie assicurative trattengono comunque una percentuale sui premi versati, il che influisce negativamente sulla somma che ci si vedrà restituire. Per questo è utile conoscere il quadro in cui ci si muove per non ritrovarsi in balia di assicuratori non sempre corretti e trasparenti.
Le condizioni generali e le clausole di disdetta sono sempre indicate nel contratto ed è bene leggerle attentamente prima di una eventuale recessione. Essere preparati con anticipo è importante in caso di obiezioni alla disdetta.
Utile è anche controllare quale tipologia di polizza vita si è sottoscritto. La più comune è quella con piano di accumulo, che prevede il versamento costante di una quota con lo stesso importo entro una scadenza prestabilita. In questo caso, sarà obbligatorio versare tale quota a scadenza regolare per almeno i primi tre anni dalla firma del contratto, e i premi versati entro quel periodo di tempo non potranno in ogni caso essere richiesti indietro, anche in caso di disdetta anticipata dell’assicurazione.

Secondo questa stessa tipologia di assicurazione, qualora si decidesse di recidere il contratto dopo lo scadere dei tre anni si ha diritto a un rimborso.

In questo caso, però, la somma non corrisponderà al totale dovuto, visto che il contratto è stato sciolto anticipatamente su richiesta del contraente.
Risulta imprescindibile, a questo punto, essere in grado di calcolare autonomamente la somma esatta che ci spetta. Se si deve richiedere la somma versata -il rimborso spettante per i tre anni obbligatori di versamenti- bisogna eseguire una semplice operazione, che consiste nel calcolare la somma totale dei premi versati e da essa sottrarre una percentuale prevista nel contratto per ogni anni residuo al termine del contratto.
Esiste un’altra tipologia di polizze che non ha un premio di accumulo ma fa parte della categoria di polizze di investimento a premio unico e in tal caso le modalità di riscatto variano. Anche qui, bisogna controllare le clausole del contratto poiché, come detto in precedenza, non tutte le polizze prevedono una possibilità di riscatto.
Al momento della firma del contratto, dunque, ricordatevi di prestare particolare attenzione alla nota informativa. Questa indica infatti i casi nei quali è possibile l’estinzione anticipata, la sanzione che eventualmente bisognerà pagare per ottenerla, il numero minimo di versamenti obbligatori da pagare prima di poter chiedere il riscatto della somma accumulata.

Infine, è utile tenere a mente che, nel caso il motivo che ci spinga a recidere il contratto con anticipo rispetto alla scadenza naturale sia una situazione finanziaria poco florida, molte compagnie assicurative prevedono anche la possibilità di sospendere il versamento per un periodo.

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