Prepariamo un gesto scaramantico per la prossima elezione del Pontefice

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Prepariamo un gesto scaramantico per la prossima elezione del Pontefice

Dopo le dimissioni di papa Benedetto XVI, mi sono ricordato una leggenda che raccontavo un pò di mesi fa. La leggenda della Papessa Giovanna e il modo con cui ancora oggi si usa la sedia gestatoria. Perchè vi parlo di questa leggenda, presto detto, le origini della sedia gestatoria sono incerte ed affondano nella notte dei tempi, la sedia gestatoria veniva utilizzata soprattutto in occasione delle cerimonie solenni, quali l’incoronazione del nuovo papa ( a partire, sembra, dal XVI secolo ), le entrate solenni in San Pietro o in piazza ed i concistori pubblici.

Però la leggenda che più avvince intorno alla sedia gestatoria è dovuta all’effetto incredibile della leggenda della Papessa Giovanna. La papessa Giovanna è un leggendario papa donna che avrebbe regnato sulla chiesa dall’853 all’855. Considerata dagli storici un mito o leggenda medioevale, probabilmente originato dalla satira antipapale, ottenne un qualche grado di plausibilità a causa di certi elementi genuini contenuti nella storia. La sedia venne ribattezzata in questo modo perchè la papessa che aveva molti amanti, rimasta incinta da uno di essi, partorì il figlio anticipatamente, grazie anche agli scossoni provocati durante un giro processionale a Roma mentre era seduta in trono. La leggenda della Papessa Giovanna creò una seconda leggenda, molto più pervicace, che durò a lungo e che vi racconto per sommi capi. I prelati di curia, quando alla fine del 900 d.C. si resero conto di essere stati così bene ingannati da quella donna ( che alla fine si era rivelata una poco di buono ), dovettero studiare un meccanismo infallibile perchè un fatto simile non si ripetesse mai più. Cosa pensarono di fare, intanto bisognava preventivamente accertarsi del sesso della persona prescelta. Furono perciò inventate – così malignava una certa tradizione – due seggiole dal sedile forato, sulle quali prima sull’una e poi sull’altra, veniva fatto sedere il candidato. Le seggiole erano fatte in modo che mentre il candidato stava seduto, il cardinale più giovane annaspava con le mani sotto quel sedile. Dopo la ravanata, se la constatazione risultava positiva, egli proclamava trionfante agli astanti intervenuti per l’occasione Habet ! Allora, cantando tutti insieme un Te Deum, l’elezione veniva confermata tra il gaudio generale.

Dato che non risulta dalle storie che il cardinale deputato a quella verifica abbia mai pronunciato un deluso : Non Habet, ci sembra evidente che il sistema escogitato tiene da allora lontane le malintenzionate. Notate bene che qui non stiamo parlando di una storiella licenziosa, di ‘basso impero’, ma di una ‘leggenda’ che fu creduta vera per secoli e secoli. Che si basava sull’effettiva usanza dei Papi appena eletti (ricordiamo che l’elezione avveniva in Laterano e non a San Pietro), di sedersi, subito dopo terminato il conclave, su due seggiole antiche romane, identiche, realizzate con quel buco centrale di cui abbiamo parlato. Ora chiediamo per l’elezione del prossimo pontefice una sedia gestatoria con cui controllare il sesso del prossimo prescelto, visto la profezia di Malachia, visto la data scelta da papa Ratzinger per le sue dimissioni il 28-2-2013, che sommato da 18, che diviso per i tre numeri darebbe 6-6-6 ( il numero del diavolo nell’apocalisse ), ora visto che ci siamo salvati dalla profezia Maya, vorremo fare un gesto scaramantico per non sentire più gridare ” Non Habet testicolis ” .


Raimondo Rodia

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