Referendum su appalti e voucher: tutti gli aggiornamenti

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Referendum su appalti e voucher: tutti gli aggiornamenti

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Il Consiglio dei Ministri ha dato l’ok al decreto che indice il referendum su appalti e voucher. Alle urne il 28 maggio forse con le amministrative.

E’ arrivato il via libera da parte del Consiglio dei Ministro in relazione ai referendum per la “abrogazione di disposizioni limitative della responsabilità solidale in materia di appalti” e per la “abrogazione di disposizioni sul lavoro accessorio”.

Appalti e voucher le tematiche della consultazione popolare che, stando al comunicato ufficiale diffuso da Palazzo Chigi, si terrà il prossimo 28 maggio (domenica).

Le modifiche alla disciplina dei voucher

In merito alle modifiche alla regolamentazione dei voucher, la relatrice della proposta, Patrizia Maestri del Pd, ha dichiarato che “al termine dei lavori in Aula” si intende incardinare il testo e fissare “a domani il termine per la presentazione degli emendamenti in commissione” Lavoro presso la Camera dei Deputati. L’approvazione, però, ha spiegato Patrizia Maestri, “non dipende solo dal nostro lavoro ma anche dal governo.

Noi cercheremo di fare il nostro meglio, abbiamo già ricevuto alcune indicazioni di possibili modifiche al testo iniziale su cui cominceremo subito a fare degli approfondimenti”.

Election Day il 28 maggio 2017

Nel frattempo, per il 28 maggio 2017, si inizia a parlare di Election Day. “Possiamo evitare lo spreco di 300 milioni di euro”, ha osservato il candidato alla segreteria Pd Michele Emiliano, “visto che il consiglio dei ministri ha deciso di calendarizzare il referendum su appalti e voucher il 28 maggio, allora lo si faccia coincidere con la data delle elezioni amministrative. Ci vuole un Election Day”.

D’accordo anche la segretaria generale della CGIL Susanna Camusso. “Avevamo proposto l’Election Day”, ha dichiarato, “e rinnoviamo questa richiesta”. “Vista la data scelta, sarebbe possibile far coincidere il referendum con le elezioni amministrative e non perché ci preoccupa il quorum, i Comuni al voto non sono tantissimi, sarebbe solo una scelta oculata, in un’ottica di finanza pubblica”.

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