Referendum trivelle, spreco di risorse per colpa del governo

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Referendum trivelle, spreco di risorse per colpa del governo

Il referendum trivelle costerà trecento milioni di euro. Secondo alcuni vice segretari Pd, quei soldi rappresentano uno spreco inutile. A esprimere un giudizio così lapidario sono stati nei giorni scorsi Debora Serracchiani e Matteo Orfini, che si sono rivolti senza mezzi termini alle regioni italiani che hanno promosso il referendum. La consultazione popolare è stata definita inutile e, con logica inappuntabile, le relative spese – i trecento milioni, appunti – null’altro che uno spreco di risorse.

A rispondere ai colleghi di partito è stato però il presidente della Regione Puglia e segretario regionale uscente Michele Emiliano, il quale ha definito “sbagliata e ingiusta la posizione espressa dai vice segretari del Partito che addebita ai promotori del referendum la responsabilità per le spese del referendum”. “Se il Governo avesse voluto discutere la materia con la Regioni” ha poi detto Emiliano, “avremmo potuto certamente evitare il referendum sin dall’inizio”. Accusa rispedita al mittente, quindi: forse sì, i trecento milioni sono uno spreco, ma solo per il fatto che il referendum si sarebbe potuto evitare sostituendolo con un tavolo di trattative Stato – Regioni.

Del resto, ha poi aggiunto Emiliano, “non è certo colpa delle Regioni se il governo non è tecnicamente riuscito a neutralizzare con il suo intervento legislativo anche il sesto quesito sopravvissuto”.

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