Riabilitazione sessuale con il “Partner surrogato” COMMENTA  

Riabilitazione sessuale con il “Partner surrogato” COMMENTA  

Siamo a Tel Aviv, nell’unico centro israeliano di riabilitazione sessuale, nel quale viene applicata la terapia del “partner surrogato”. Romi ha 35 anni e fin da bambina sognava di salvare il mondo, ma di certo non immaginava che attraverso il sesso potesse aiutare molte persone. Lei si definisce una guaritrice: “Tocco le braccia, massaggio le gambe, ci spogliamo. All’ultimo incontro facciamo sesso”. Alcuni dei suoi pazienti  soffrono di problemi fisico-psicologici, altri sono disabili ( come Asaf, ex militare obbligato a vivere su una sedia a rotelle ) e altri ancora non hanno mai sperimentato la sessualità. Romi è una delle partner surrogate che lavora nel centro, insieme ad altri, seguiti tutti dalla dottoressa Aloni, sessuologa, che ha importato la terapia in Israele dagli Usa. La dottoressa la applica seguendo le teorie di Masters&Johnson, secondo i quali bisogna pensare a questa terapia come ad un triangolo, in cui alla base vi sono il paziente e  il partner surrogato ed in cima il terapeuta che li guida e li istruisce come se fossero una vera coppia. Per diventare un surrogato non occorre essere belli o psicologi, ma come sostiene la dottoressa Aloni, non tutti possono farlo. In clinica i partner vengono formati e gli viene  insegnato come interagire con il paziente, come toccarlo, baciarlo e come “capire” i momenti giusti per farlo. I paziento non sono tutti uomini, ci sono anche delle donne ( sono una minoranza ), una di queste si chiama Eva,  ha 42 anni ed   ha investito tutta la sua vita nel lavoro. Fino ai 35 anni soffriva di vaginismo, racconta che anche a causa della patologia non è mai riuscita ad avere un rapporto sessuale, pur avendo avuto diversi flirt. Adesso la donna si dice pronta per affrontare il problema e “vivere” la sua vita sessuale.


Secondo la dottoressa vi è discrepanza, nella visione del problema, tra uomini e donne:” Il problema sessuale di un uomo è ritenuto una vergogna sociale che va risolta. Quello di una donna è considerato di rango inferiore, non merita neppure di essere menzionato. Come se godere pienamente della sessualità fosse un optional per le donne”. Nella clinica lavorano più di 40 persone, tra terapeuti, psicologi, life coach e partner surrogati, il costo della terapia è di 7 mila euro ed  è autorizzata dal Ministero della Salute. L’utilità della riabilitazione sembra aver convinto tutti in Israele, anche il Consiglio dei Rabbini, che la approvano, fatta eccezione solo nel caso in cui la partner sia una donna sposata.


In clinica vi è anche un surrogato bisessuale, racconta la dottoressa: “Ma non abbiamo molte richieste da persone gay. Qualcuno ci ha chiesto di essere aiutato a diventare etero.

Ma questo, davvero, non possiamo farlo”.

Fonte: VF

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