Ruggeri e “il mostro” incantano a Milano COMMENTA  

Ruggeri e “il mostro” incantano a Milano COMMENTA  

Il cantautore milanese Enrico Ruggeri ha cantato nella “sua” Milano ieri sera, presso il Teatro Nuovo, portando nella città Lombarda il suo Tour teatrale che prende il nome dall’omonimo disco uscito la scorsa settimana: Frankenstein 2.0. Il popolare cantautore ha fatto il “tutto esaurito”, catturando un pubblico piuttosto variegato e strappando applausi sia dai giovanissimi che dai più maturi.

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Il concerto è strutturato in due parti: la prima ricalca la tematica e la storia di Frankenstein (prendendo spunto dall’album dello stesso cantautore, uscito lo scorso anno, rivisto e rivisitato negli arrangiamenti e arricchito di 4 inediti che hanno appunto dato origine al nuovo lavoro), con l’aggiunta di alcuni brani più storici che non stonano immessi in tale contesto. Questa prima parte di spettacolo vuole porre in risalto l’uomo e tutte le sue peculiarità, i suoi difetti, le sue debolezze, ma anche le sue forze, senza tralasciare il tema della diversità, che in Ruggeri ha spesso trovato spazio nelle proprie canzoni, le quali spesso hanno visto coinvolti gli emarginati, i secondi, i cosiddetti “perdenti”, gli esclusi.

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Il pubblico inizia a farsi partecipativo a partire dalle prime note del brano “Ulisse”, forse meno conosciuto di altri a livello generale, ma di effetto e molto caro agli appassionati ruggeriani. Ruggeri e la platea cantano praticamente insieme la prima strofa, accompagnati dal suono della tastiera, dando vita ad un’atmosfera molto suggestiva.


La seconda parte del concerto snocciola invece alcuni dei pezzi più datati e storici, che si alternano agli altri due inediti del nuovo album. La particolarità dello spettacolo è l’interattività del pubblico, il quale può interagire con l’artista, ponendogli domande e richiedendo canzoni. Si potrà quindi avere una seconda parte più melodica, oppure più rockeggiante o ancora più variegata, a seconda di ciò che il pubblico richiede, oltre ovviamente ad alcuni brani chiave che fanno da spina dorsale al concerto. Il pubblico si scalda e Ruggeri non si tira indietro alle richieste, regalando “poesia” e musica.

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Parla molto Ruggeri in questo spettacolo, spiega le canzoni, conducendo il pubblico nel suo viaggio musicale, dando spunti di riflessione e offrendo anche qualche battuta scherzosa che non guasta, ma mai una parola fuori luogo, mai una volgarità, mai un commento di troppo.

Apoteosi pura quando, su invito del pubblico, si lascia andare a “Vivo da Re” e a “Poco più di Niente”, proposti una dietro l’altra, con gli spettatori che, abbandonando le proprie poltroncine, si dirigono verso il palco, alzando le braccia al cielo con un battimani ritmato e riprendendo il coro a canzone ormai finita, quasi a scandire la voglia di prolungare il tempo.

Chiusura poi con ben quattro bis, per uno spettacolo di circa due ore e mezza che ha lasciato molto nei cuori e nella testa dei presenti…perchè il mattino dopo è impossibile svegliarsi senza aver ancora nella mente e nelle orecchie il ritmo incalzante de “L’onda”, quarto inedito del disco, che ha chiuso la serata.

Una citazione di merito va alla band: Francesco Luppi alle tastiere, Marco Orsi alla batteria, il poliedrico Fabrizio Palermo (cori, tastiera, basso) e lo storico compagno di viaggio Luigi Schiavone alla chitarra elettrica.

 

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