Semifonte, la città toscana scomparsa che qualcuno sta cercando

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Semifonte, la città toscana scomparsa che qualcuno sta cercando

Quello che resta della città sono sparsi frammenti sommersi dalla vegetazione. Ricostruire dove sorgeva il centro è difficile.

Nei tempi antichi, una delle storie che si incontravano più frequentemente era quella della città completamente rasa al suolo. Non sto parlando di Atlantide, ma di eventi semi-storici: Troia che brucia, o Roma che devasta Cartagine e sparge sale sulle rovine per fare in modo che non cresca più nulla. Ma queste sono città famose, il cui nome è sopravvissuto nelle leggende. E quelle minori come hanno fatto? Cos’è successo a Semifonte?

semifonte

Semifonte era una città toscana nata nel 1181. Fondata come fortezza dal conte Alberto degli Alberti, era in grado di controllare la Via Volterrana e la Via Francigena. Questo dominio sulle strade principali della regione la rese subito un borgo incredibilmente potente, attirando la preoccupazione di Firenze. La città vedeva sorgere un rivale molto forte, che cresceva di giorno in giorno, e questo non gli andava bene.

I fiorentini prepararono una trappola. Lentamente, isolarono Semifonte dalle città e dai paesi che gli stavano intorno.

Senza terre, senza alleati e senza possibilità di reagire, il Conte fu costretto a firmare un accordo in cui cedeva metà dei diritti sul castello a Firenze. E nel 1202, quelli la assediarono e la rasero al suolo.

Non solo sterminarono tutti quelli che trovarono, e non solo crearono carestie e usarono il fuoco greco per finirla completamente. Ma dopo averla sconfitta, e dopo aver portato via ogni singola pietra per costruire fortificazioni in altri luoghi, i fiorentini emanarono una legge: a nessuno era più permesso costruire in quel luogo. E per centinaia di anni, nessuno lo fece.

semifonte

Oggi gli studiosi stanno cercando di ricostruire la storia di Semifonte, e di ritrovare il punto esatto in cui sorgeva. Una grossa collaborazione tra Unione comunale del Chianti Fiorentino, Comune di Certaldo, Consiglio regionale della Toscana e Università di Firenze ha lanciato i lavori. Si partirà con l‘esaminare l’area con dei droni, con ricerche geofisiche e tecniche di archeologia avanzate.

Gli scavi, in questo caso, sono l’ultimo passaggio.

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Quello che resta della città sono sparsi frammenti sommersi dalla vegetazione. Ricostruire dove sorgeva il centro è difficile.
La fonte della Docciola, di cui restano giusto le mura.
Una fornace sopravvissuta.

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