Suburra, crime story italiana

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Suburra, crime story italiana

Suburra, crime story italiana
Suburra, crime story italiana

Suburra è il trionfo del male assoluto

Roma viene data in pasto ad una serie di villain ma non ci sono eroi

Suburra è fondamentalmente un film di antieroi. Roma diventa una Gotham City senza il suo Batman a porvi un ordine, mentre la città viene divorata viva dai suoi stessi figli, tra boss di vecchia e nuova generazione (con le dovute differenze), politici corrotti e perfino la Chiesa non rimane per nulla intonsa in questo gioco di poteri che si sviluppa nelle ombre ma che alle volte dimostra di non temere neanche la luce del giorno talmente è ormai radicato nell’ambiente.

Alla fine non vi è un solo personaggio dotato di carica positiva e gli unici due a rimanere in vita sono forse i “meno peggio”, coloro che troveranno una sorta di redenzione nella vendetta, in uno scenario per il quale vi è da mettersi le mani nei capelli se si pensa che la situazione possa essere parzialmente reale, solo forse meno spettacolarizzata ed enfatica rispetto a quella propostaci dalla pellicola.

I temi sono attualissimi: il corrottissimo Malgradi (Pierfrancesco Favino), politico che si crede al di sopra di tutti (emblematica la sua frase rivolta nei confronti della magistratura) e pensa solo al proprio tornaconto tentando di restare aggrappato con le unghie al potere che ne sostituisce lo spessore umano e che gli garantisce ricchezza e lussuria, al prezzo di doversi sporcare un pò venendo a contatto con ambienti dominati da personaggi ben più pericolosi e potenti di lui; il passato e il presente della criminalità che si incontrano e si scontrano fra un reduce della Banda della Magliana, il Samurai (Claudio Amendola), freddo calcolatore, che gestisce ogni situazione pensando esclusivamente ad un interesse economico e il rampante Numero 8 impulsivo e bramoso di potere per poter essere finalmente considerato come un adulto a tutti gli effetti; il clan degli zingari che unisce un potere esercitato con la forza bruta al disordine e alla mancanza di ogni sorta di regola e convenzione.

Il libro da cui è tratta la serie

Il romanzo mette in luce gli aspetti più crudeli della società italiana dal punto di vista politico e culturale.

Un best seller da non perdere

Sollima ci racconta il male di Roma in quello che potrebbe essere considerato il lato oscuro de La Grande Bellezza di Sorrentino(che già di suo non era proprio tutta luce) con uno stile impeccabile ed inquadrature esteticamente perfette, in cui anche la colonna sonora fa la sua parte creando atmosfere spaziali, quasi come i personaggi che ci vengono mostrati fossero tutti alieni. Troppo cattivi per essere umani, troppo privi di ogni forma di ironia. Non si ride una sola volta.

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