> > 16enne soccorso in grave dopo un tuffo dal pedalò a Desenzano

16enne soccorso in grave dopo un tuffo dal pedalò a Desenzano

16enne soccorso in grave dopo un tuffo dal pedalò a Desenzano

Un ragazzo di 16 anni è stato trasferito in condizioni gravissime dopo essersi immerso nel Lago di Garda; un altro adolescente è morto dopo un tuffo nel Lago di Como

Nel tardo pomeriggio un giovane di 16 anni è stato tratto in salvo in condizioni gravissime dopo essersi tuffato dal pedalò nelle acque del Lago di Garda. Secondo le prime ricostruzioni il gruppo di amici era partito dalla spiaggia del Desenzanino a Desenzano del Garda, quando il ragazzo non è più riemerso dopo l’immersione.

I compagni hanno immediatamente lanciato l’allarme e sul posto sono intervenute unità specializzate per il recupero.

Intervento e primo soccorso

Alla chiamata di emergenza ha risposto la Guardia costiera con due mezzi navali che hanno raggiunto la zona di riferimento. Uno degli amici ha individuato il corpo del giovane sul fondale e ha collaborato al recupero, consentendo di issarlo a bordo dell’unità GC A58.

I sanitari del 118 hanno praticato sul posto manovre rianimatorie e, dopo le prime cure, il ragazzo è stato trasferito con urgenza agli Spedali Civili di Brescia in condizioni definite disperate.

Modalità del recupero

Il recupero è avvenuto grazie alla prontezza degli amici e all’intervento coordinato dei soccorritori acquatici. La presenza di un testimone capace di localizzare il giovane sul fondo ha ridotto i tempi di intervento; tuttavia la complessità delle operazioni in ambiente lacustre ha reso critico ogni istante.

Le forze coinvolte hanno lavorato congiuntamente: la Guardia costiera per le operazioni in acqua, il 118 per il primo soccorso e il trasporto, e le forze dell’ordine per la messa in sicurezza dell’area.

Un secondo episodio sul Lago di Como

Nello stesso pomeriggio, in una vicenda separata ma altrettanto drammatica, un quindicenne non è riemerso dopo essersi tuffato in una zona del Lago di Como a Mandello al Lario. L’area era segnalata come pericolosa e soggetta a divieto, con cartelli di divieto e indicazioni di rischio. Nonostante ciò il ragazzo si è immerso da un pontile e le temperature dell’acqua erano basse, intorno ai 13 gradi, elemento che può aggravare gli effetti dello shock termico e la capacità di nuotare in acque dolci.

Esiti e commenti pubblici

Per il quindicenne del Lago di Como i soccorsi, che hanno visto l’intervento della Guardia costiera, dei vigili del fuoco e dei sommozzatori, si sono rivelati vani: il corpo è stato recuperato in profondità e i sanitari hanno potuto solo constatare il decesso. Il sindaco locale ha richiamato l’attenzione sulla necessità di rispettare i segnali di divieto e sulle responsabilità collettive nel prevenire gesti pericolosi, sottolineando come i cartelli e la presenza del personale non bastino se non accompagnati da una cultura della sicurezza.

Accertamenti e indicazioni per la prevenzione

Sono in corso indagini coordinate dalla Guardia costiera, dalla Polizia di Stato e dai Carabinieri per ricostruire la dinamica di quanto accaduto in entrambi i casi e chiarire eventuali responsabilità. Le autorità stanno esaminando i luoghi, ascoltando i testimoni e verificando le condizioni del contesto in cui si sono svolti i tuffi. Gli inquirenti valuteranno anche l’eventuale ruolo delle condizioni ambientali e della segnaletica. Nel frattempo le istituzioni locali ribadiscono la necessità di evitare aree non presidiate e di prestare attenzione alle indicazioni di sicurezza per ridurre il rischio di tragedie simili.