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Abu Dhabi, al via il trilaterale tra Ucraina, Russia e Usa: temi cruciali sul tavolo

trilaterale abu dhabi

Il trilaterale ad Abu Dhabi apre il negoziato sulla fine della guerra: garanzie per Kiev e nodo territoriale ancora aperto.

Il trilaterale di Abu Dhabi riunisce per la prima volta Stati Uniti, Russia e Ucraina in un negoziato formale per discutere le condizioni di una possibile fine del conflitto. Al centro del confronto ci sono garanzie di sicurezza, cessate il fuoco e il nodo irrisolto dei territori occupati.

Abu Dhabi, al via il trilaterale Ucraina-Russia-Usa

Il vertice in programma oggi ad Abu Dhabi segna un passaggio inedito: per la prima volta Stati Uniti, Russia e Ucraina siedono formalmente allo stesso tavolo a livello di negoziatori con l’obiettivo di mettere a punto un possibile accordo di pace. L’appuntamento arriva subito dopo la missione riservata al Cremlino degli emissari americani Steve Witkoff e Jared Kushner, che nella notte precedente hanno incontrato Vladimir Putin, un colloquio definito dal Cremlino “utile sotto ogni aspetto”. Il confronto negli Emirati è considerato un momento operativo decisivo per tentare di imprimere una svolta concreta a un conflitto che dura da quasi quattro anni.

Al negoziato partecipano figure di primo piano delle tre parti. Per Washington sono presenti gli inviati di Donald Trump, Witkoff e Kushner. Kiev schiera una delegazione ampia e politicamente trasversale, che include il capo dell’intelligence militare Kyrylo Budanov, il ministro della Difesa Rustem Umerov, il diplomatico Sergiy Kyslytsya, il leader parlamentare di “Servitore del Popolo” Davyd Arakhamia e il capo di Stato maggiore Andriy Hnatov. Mosca è rappresentata, tra gli altri, da Kirill Dmitriev e dal vertice dell’intelligence militare russa, guidata dal generale Igor Kostyukov.

Come ha confermato il consigliere del Cremlino Yuri Ushakov, “è stato concordato che già oggi si terrà ad Abu Dhabi la prima riunione di un gruppo di lavoro trilaterale sulle questioni di sicurezza“.

Abu Dhabi, al via il trilaterale Ucraina-Russia-Usa: i dossier più delicati

Il cuore dei colloqui ruota attorno alla definizione finale di un documento che il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha descritto come “quasi pronto”. Sul tavolo ci sono tre questioni centrali: le garanzie di sicurezza per il dopoguerra, la gestione del cessate il fuoco e la delimitazione dei confini.

Zelensky ha spiegato di aver raggiunto un’intesa preliminare con Trump sulle garanzie future, ma resta da chiarire la loro traduzione concreta, tra osservatori internazionali, forniture militari e impegni difensivi. Più complesso il capitolo territoriale: si discute l’ipotesi di un congelamento delle linee attuali, mentre Mosca continua a insistere sulla cessione del Donbass, punto che Kiev considera una linea rossa.

Durante il Forum economico di Davos, il leader ucraino ha mantenuto un profilo prudente ma determinato: “Nessuno sa quali saranno i risultati, ma vedremo. Sono pronti a discutere i vari aspetti di questo piano. Sarò in costante contatto con loro“. Allo stesso tempo ha lanciato un avvertimento chiaro sul rischio di trattative di facciata: “Saremo in grado di porre fine a questa guerra. Ma se qualcuno vuole solo giocare dietro le quinte, allora la guerra continuerà“.

Anche Donald Trump si è detto fiducioso, parlando di concessioni reciproche e sostenendo che entrambe le parti vogliono arrivare a un accordo, mentre Mosca ribadisce di preferire una soluzione diplomatica, pur avvertendo che, in assenza di risultati, “la Russia continuerà a perseguire i suoi obiettivi sul campo di battaglia“.