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Aduhelm, cos’è e come funziona il nuovo farmaco contro l’Alzheimer approvato dalla Fda

Aduhelm è il primo farmaco contro l'Alzheimer approvato dalla Fda. Si tratta del primo trattamento che non si limita all'aggressione dei sintomi.

Alzheimer

Aduhelm è il primo farmaco contro l’Alzheimer approvato dalla Fda, che non si limita ad aggredire i sintomi, ma ha le potenzialità per rallentare il decorso della malattia. La terapia è stata messa a punto da Biogen. 

Farmaco contro l’Alzheimer: cos’è Aduhelm

La Food and Drug Administration ha dato il via libera al primo farmaco contro l’Alzheimer, dopo 20 anni. Si tratta di una grande speranza contro una malattia purtroppo molto diffusa. Il farmaco si chiama Aduhelm ed è prodotto dalla società farmaceutica Biogen. Si tratta del “primo trattamento approvato per l’Alzheimer fin dal 2003” si legge in una nota. L’approvazione è arrivata tramite “un percorso di approvazione accelerato che può essere utilizzato per un farmaco legato ad una malattia grave o pericolosa per la vita e che fornisce un significativo vantaggio terapeutico rispetto ai trattamenti esistenti“, come ha fatto sapere la FDA.

I ricercatori hanno valutato l’efficacia del farmaco con tre studi diversi, coinvolgendo 3.482 pazienti. Il farmaco consiste in una iniezione al mese che “può contribuire a rallentare il declino cognitivo dei malati che si trovano allo stadio iniziale della patologia neurodegenerativa“. 

Farmaco contro l’Alzheimer: alcuni pareri contrari

Dopo vent’anni di fallimenti, arriva una nuova speranza per contrastare l’Alzheimer. Nel 2018 un editoriale su Jama aveva censito 400 fallimenti di test clinici sull’uomo di potenziali terapie.

Sono stati tantissimi i test a fallire, ma finalmente qualcosa è cambiato e questo farmaco ha tutte le potenzialità per riuscire a rallentare questa malattia. Secondo la Fda, la terapia di Biogen ha tutte le carte in regola per riuscire a rallentare il decorso della malattia, senza limitarsi ad aggredire i sintomi. “Siamo consapevoli dell’attenzione che circonda questa approvazione. Sappiamo che la terapia ha generato l’attenzione della stampa, dei pazienti e di molti soggetti interessati” ha dichiarato Patrizia Cavazzoni, che dirige il Center for Drug Evaluation and Research dell’Fda. Ci sono diversi critici di questa approvazione, a causa della presenza della proteina beta amiloide e di diversi effetti indesiderati anche gravi. Anche il comitato tecnico indipendente era contrario a questa approvazione. In Italia numero dei pazienti con demenza è più di 1 milione e circa 3 milioni di persone sono coinvolte nell’assistenza. Nel 2010, nel mondo, sono state 35,6 milioni le persone che risultavano affette da demenza e si parla del doppio nel 2030 e del triplo nel 2050. Ci sono 7,7 milioni di nuovi casi ogni anno, con una sopravvivenza dai 4 agli 8 anni dalla diagnosi. 

Farmaco contro l’Alzheimer: i sintomi della malattia

L’Alzheimer è una malattia molto subdola. Prende il nome da Alois Alzheimer, neurologo tedesco che ne ha descritto i sintomi per la prima volta, nel 1907. Le persone iniziano a dimenticare le cose, per poi peggiorare fino ad arrivare al punto di non riconoscere i familiari e di aver bisogno di aiuto nelle attività quotidiane. La malattia colpisce la memoria e le funzioni cognitive e si ripercuote sulla capacità di parlare e di pensare. Può causare altri problemi, come cambiamenti di umore, confusione e disorientamento. La diagnosi precoce è estremamente importante per trattare alcuni sintomi e per pianificare il futuro quando il paziente riesce ancora a prendere decisioni. L’unico modo per arrivare ad una diagnosi certa, però, è attraverso l’identificazione delle placche amiloidi nel tessuto cerebrale, possibile solo con l’autopsia. I segni particolari sono la formazione nel tessuto cerebrale di agglomerati e di fasci di fibre aggrovigliate, viluppi neuro-fibrillari. Si tratta degli effetti sui tessuti nervosi. Avviene anche la perdita di cellule nervose nelle aree cerebrali vitali per la memoria e per altre funzioni cognitive e si riscontra un basso livello delle sostanze chimiche che lavorano come neurotrasmettitori.

Durante il decorso della malattia si può fare solo una diagnosi di Alzheimer probabile. Gli esami che vengono effettuati sono quello del sangue, delle urine o del liquido spinale, test neurpsicologici per misurare la memoria, la capacità di risolvere i problemi, il grado di attenzione, la capacità di contare e parlare, Tac cerebrali. Sono esami che consentono al medico di escludere altre cause. Non esistono farmaci in grado di far regredire o bloccare la malattia e tutti i trattamenti disponibili fino ad ora servono solo a contenere i sintomi. Per questo l’approvazione di Aduhelm potrebbe essere fondamentale. 

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