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Afghanistan, spari contro le finestre dell’hotel: spavento in diretta per la giornalista Cecilia Sala

Momenti concitati a Kabul durante un collegamento con la giornalista Cecilia Sala: cosa è accaduto in diretta televisiva.

Cecilia Sala

Continuano i problemi in Afghanistan e ciò è testimoniato anche da quanto accaduto in diretta tv alla giornalista Cecilia Sala. La corrispondente era in collegamento televisivo durante la trasmissione televisiva Omnibus, in onda su La7. Ad un tratto i responsabili dell’hotel avrebbero bussato alla porta della camera dicendo di dover abbandonare la struttura.

Collegamento con tanta paura per Cecilia Sala in Afghanistan, cosa è accaduto 

La corrispondente si trova attualmente a Kabul e sta documentando la situazione vissuta in Afghanistan. Prima del collegamento la donna aveva già ricevuto un allarme a causa degli spari che hanno colpito proprio le finestre dell’hotel in cui soggiorna. La rappresaglia dei talebani è avvenuta per disperdere una manifestazione delle donne che sono contrarie al Pakistan e che chiedono la resistenza nel Panshir

Collegamento con tanta paura per Cecilia Sala in Afghanistan, altri dettagli

La giornalista italiana ha parlato di alcune raffiche di mitra esplose in aria con il chiaro intento di disperdere chi stava partecipando alla manifestazione. “I talebani sparano alla povera gente, non sono giusti, sono degli infedeli, guardate come ci stanno trattando, non ci danno il diritto di manifestare“, ha dichiarato una donna del posto. 

Collegamento con tanta paura per Cecilia Sala in Afghanistan, la giornalista sta bene

Dopo qualche momento concitato Cecilia Sala ha ripreso il collegamento da un’altra zona dell’hotel spiegando che, per fortuna, tutto sembrerebbe essersi concluso.

La diretta è andata avanti con la giornalista che ha spiegato quanto accaduto. Nel frattempo cresce la tensione tra Afghanistan e Stati Uniti. Il governo di Washington ha accusato nuovamente il Pakistan e l’ISI di aver sostenuto i talebani nella lotta ventennale del gruppo contro il governo appoggiato dagli Stati Uniti in quel di Kabul: le accuse sono state comunque respinte. 

Secondo una ricerca, condotta da alcuni medici dell’ospedale di Anabah, centro di neonatologia realizzato da Emergency nella Valle del Panshir (Afghanistan), almeno 7 donne incinte su 10 non richiederebbero più l’aiuto del personale medico.

La paura è quella di incappare nei talebani che hanno ormai raggiunto la città di Kabul. La zona al momento presenta un checkpoint potenziato. Il momento è piuttosto delicato in diversi luoghi del Paese, è difficile muoversi: non mancano le proteste delle donne in diverse piazze dell’Afghanistan. 

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