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Al via il “Berghém frecc”, i re Magi Calderoli Maroni e Bossi insieme sul palco per la Secessione

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Bergamo – Dite al popolo ciò che il popolo vuole sentire, questa è la filosofia leghista alla base dei raduni della lega come il “Berghém frecc”, il meeting di scena il 27, 28 e 29 dicembre. Tra birra, porchetta e polenta, i leader leghisti si alterneranno sul palco, per rispolverare i vecchi cavalli di battaglia: Roma ladrona, tasse, immigrazione, Padania e secessione.

Discorsi in fotocopia, ripetuti a memoria come fanno i bambini, quando, recitano la tradizionale poesia di Natale. Nulla di nuovo sulle sponde del Dio Po. Il “Berghém frecc”, il festival del populismo, una litania che si ripete da 20 anni. Frasi ad effetto da sparare a raffica, ogni volta che la Lega vive periodi di crisi. Frasi fatte da tirare come mangime ai polli che, sotto al palco, si accalcheranno per ingurgitare almeno un chicco di grano.

Tutto questo sarà il “Berghém frecc”. Chi si aspetta qualcosa di nuovo sarà deluso. I protagonisti di questa replica della commedia sono sempre gli stessi: Calderoli, Maroni e, infine, lui, il gran capo (ancora per quando?) Umberto Bossi. I tre, come i re Magi sul presepe, arriveranno per ultimi, il giorno 29. A precederli, il giorno 28, i “pastorelli” Roberto Castelli e il governatore della regione Piemonte Roberto Cota. Il “Berghém frecc” coincide con l’avvio della fase 2 del Governo Monti.

Una seconda fase che ha come obbiettivo il rilancio dell’economia e la riforma del mercato del lavoro. Domani si riunisce il Consiglio dei ministri che dovrebbe valutare un nuovo giro di tagli alla spesa pubblica e incentivi allo sviluppo. Sul tavolo anche un piano per le liberalizzazioni, un programma certo per definire le infrastrutture da finanziare e il disegno di sgravi fiscali per incentivare la partecipazione dei privati alle opere pubbliche.

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