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Attentato Marsiglia, il killer aveva un passato italiano: fino a 3 anni fa viveva ad Aprilia

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E' stato identificato il killer di Marsiglia. Ahmed Hanachi il 1 ottobre ha accoltellato a morte due ragazze presso la stazione di Saint-Charles.

marsiglia

Marsiglia, famosa per essere una delle città più belle della Francia in questi ultimi giorni ha vissuto attimi di terrore. L’uomo identificato con il nome di Ahmed Hanachi nella giornata del 1 ottobre ha accoltellato a morte due ragazze presso la stazione di Saint-Charles.

L’uomo sospettato di atti terroristici sembra aver avuto un passato anche nel nostro paese.

Il passato del killer

Il presunto terrorista sembra essere nato a Biserta il 9 novembre del 1987. O almeno così risulta essere scritto sul suo passaporto. Hanachi ha vissuto per qualche anno in Italia, esattamente nella cittadina di Aprilia. Lì viveva insieme alla moglie italiana. L’arrivo in Italia di Hanachi, dopo le ricerche dei nostri Carabinieri, risulta collocarsi intorno al 2006.

Prima di venire in Italia il suo posto era un altro. Secondo il giornale francese Le Monde, si era stanziato nel sud della Francia, nella regione di Rhône-Alpes. La sua vita si svolgeva tra lavori saltuari, passare il tempo e abbeverarsi nei bar e venne pure arrestato per spaccio di droga e furto. La relazione con la moglie italiana non è durata molto anche per i motivi sopra elencati. I due divorziano e poco dopo di lui non si sa più nulla.

Attualmente la zona dell’agro pontino, ovvero quella tra Aprilia Latina e Fondi, è tenuta sotto stretta osservazione dalla nostra intelligence e dal corpo dell’Antiterrorismo.

La comunità tunisina in Italia

Proprio da questa zona in meno di un anno e mezzo sono stati espulsi ben quattro tunisini. I quali erano sospettati di fanatismo religioso. Ad Aprila, grazie anche alla moschea situata a Latina, è presente una comunità di tunisini ben radicata.

E’ essenziale inoltre sottolineare un fatto piuttosto curioso e allo stesso tempo inquietante. Tra Aprilia e Latina c’è la piccola frazione di Campoverde, luogo in cui ha sostato per poco tempo il terrorista artefice dell’attentato di Berlino e della strage di Natale, Anis Amri. Per tutto il tempo che Hanachi ha vissuto in Italia, non ha mostrato segni di fanatismo religioso. E’ stata fatta anche una perquisizione in casa della ex moglie, che attualmente abita all’estero, ma non è apparso nessun indizio rilevante.

Tutte le cronache di Latina che riguardano l’espulsione dei quattro tunisini, per ora sembrano essere semplici coincidenze e non fatti legati all’attacco di Marsiglia. Non è ancora ben chiaro se ci siano dei sostanziali collegamenti tra i tunisini espulsi e Hanachi.

Le espulsioni

In meno di un anno e mezzo ben quattro tunisini sono stati espulsi dalla zona di Latina e dintorni. Triki Mohamed è il primo ad essere stato espulso. Triki all’esterno del centro di preghiera islamica distribuiva una rivista radicale. Un altro uomo, che soggiornava alla Caritas, dopo numerose imprecazioni e promesse sulla vendetta “del fratello” Amri fu anch’egli espulso. Mozze Guidaoui fu il terzo ad essere stato espulso. Il suo numero era nella rubrica telefonica di Amri. L’ultimo, Alhaabi Hisham, fu espulso perché nella moschea, che si trova a Latina, soleva fomentare un gruppo radicale contro l’imam moderato. Per adesso, l’omicidio di domenica nella stazione di Saint-Charles, non è ancora stato rivendicato dall’Isis e non presenta evidente correlazione con i jihadisti. E’ curioso ma soprattutto non è chiaro come 24 ore prima l’uomo sia stato fermato dalle forze dell’ordine di Lione, per furto e privo di permesso di soggiorno, e poco dopo lo abbiano rimesso in libertà.


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