Autopsia Pamela Mastropietro: colpita a tempia e fegato
Autopsia Pamela Mastropietro: colpita a tempia e fegato
Cronaca

Autopsia Pamela Mastropietro: colpita a tempia e fegato

pamela mastropietro

Probabile mortale overdose, ci sarebbero stati anche un colpo alla testa e una coltellata al fegato. Si indaga su abuso sessuale prima della morte.

Nuovi sconvolgenti sviluppi sul caso di Pamela Mastropietro. Sono stati infatti diffusi i primi risultati dell’autopsia effettuata sul cadavere della povera ragazza. Emergono tre elementi. Viene confermata l’overdose, molto probabilmente letale. Ma in aggiunta, ci sono stati anche un colpo alla tempia, ed una coltellata al fegato. Il caso quindi si infittisce, e riempie di interrogativi. Giungere ad una risposta, però, non sarà facile. Secondo il medico che ha condotto l’esame, il sezionamento del corpo era finalizzato a cancellare le prove.

Pamela Mastropietro autopsia

Il drammatico caso di Pamela Mastropietro è giunto una svolta che complica ulteriormente lo scenario. Nonostante siano usciti i primi esami dell’autopsia, non è ancora chiaro cosa abbia causato la morte della povera ragazza. In pratica, si è ancora distanti dallo scoprire la verità. Oltre all’overdose, secondo quanto scoperto da Mariano Cingolani, il medico che ha condotto l’autopsia, ci sono anche una coltellata al fegato ed un colpo alla tempia, però non mortale (ma che potrebbe averla tramortita).

La domanda che adesso tutti si fanno, è se la coltellata sia stata inflitta mentre Pamela Mastropietro era in vita.

Purtroppo la risposta non può giungere nell’immediato, perché nei resti vi è mancanza di sangue. Saranno quindi necessari più specifici esami per rispondere a questa domanda. Il sezionamento del cadavere è avvenuto in modo scientifico per cancellare le prove. Non solo, la mancanza di sangue, urina, e anche parti del corpo, rendono impossibile provare adesso uno stupro e/o uno strangolamento.

pamela mastropietro

Le indagini

I risultati dell’autopsia sul corpo di Pamela Mastropietro complicano molto le cose per gli indagati. Innocent Oseghale non può essere l’unico che ha agito in questa storia. Ad affermarlo con sicurezza sono gli inquirenti che stanno indagando sul caso. Oltre al nigeriano Innocent Oseghale è iscritto nel registro degli indagati un altro pusher, Desmond Lucky. Anche lui proveniente dalla Nigeria, è accusato di concorso nei reati ma anche di spaccio di droga. Desmond Lucky avrebbe inoltre venduto una lievissima dose di eroina a Pamela, una qunatità troppo piccola per far scattare l’arresto dello spacciatore.

Tuttavia potrebbe essere stata la dose fatale per la ragazza, che non abusava di sostanze stupefacenti da circa quattro mesi.

I due indagati, comunque, persistono nel negare la colpevolezza per le accuse. Innocent Oseghale, per il quale secondo il gip non ci sono sufficienti indizi di colpevolezza per l’omicidio, ha mutato più volte il suo racconto sui fatti avvenuti. Inizialmente aveva dichiarato che Pamela Matropietro era salita in casa solo con Desmond, da cui avrebbe poi comprato l’eroina. Poi, Oseghale è tornato sui propri passi, e ha raccontato invece di averla vista iniettarsi droga e poi sentirsi male prima di fuggire. Desmond Lucky ha invece sostenuto di non essere mai stato in quell’appartamento, di non aver mai spacciato droga e di non aver visto quel giorno né Pamela Mastropietro, né Innocent Oseghale.

L’altra cosa certa, è che sulla morte della povera Pamela Mastropietro c’è troppa pressione mediatica. Lo fa notare il procuratore Giovanni Giorgio.

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