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Balsorano, l’annuncio del prete: “Si invitano le donne a pulire dopo gli esercizi spirituali per uomini”

Secondo i cittadini di Balsorano, l'usanza di pulire dopo gli esercizi spirituali degli uomini deriva da una tradizione secolare

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I cittadini di Balsorano difendono il parroco affermando che si tratta di una tradizione secolare che deriva da una leggenda del luogo. Intanto Don Silvano si scusa, in primis con le donne per il suo errore di comunicazione

Gli esercizi spirituali a Balsonaro

Dal Santuario di Sant’Angelo di Balsorano, al confine tra Abruzzo e Lazio al tritacarne mediatico dei social. Una locandina affissa qualche giorno fa nella bacheca di questo antico luogo di culto è stata pubblicata da un profilo anonimo scatenando molte polemiche che, in alcuni casi, sono andate oltre il diritto di esprimere una legittima indignazione.

Nella locandina infatti si invitavano le donne che lo desideravano a pulire i locali del Santuario dopo gli esercizi spirituali degli uomini.

Come già accennato sono in molti che giustamente, hanno trovato a dir poco discriminatorio e sessista questo invito.

“Una tradizione che deriva da una leggenda”

Solo dopo il clamore mediatico i cittadini del luogo hanno chiarito ai giornalisti che si tratta in realtà di una tradizione secolare, “dai tempi del Medioevo” e che deriva da un’antica leggenda. Una tradizione arrivata fino ai giorni nostri ma che, secondo quanto riferiscono gli abitanti del paese, è una sorta di rituale dove le donne in realtà trovano tutto a posto e al massimo “danno una rassettata”.

Insomma, non un fatto di discriminazione ma una tradizione che forse avrebbe comunque bisogno di un bel rinnovamento.

Le scuse di Don Silvano

Intanto, arrivano le scuse di Don Silvano per quello che comunque è stato indubbiamente un errore di comunicazione. Riportiamo la lunga lettera pubblicata su facebook:

” Carissimi tutti, Eccomi, ecco che vado a far sentire la mia voce dopo tutto quello che avete scritto e ho (con mio grande dolore) letto.

Per prima cosa: CHIEDO SCUSA… Chiedo SCUSA in primis a tutte le donne che hanno percepito come offensive le parole sul manifestino, me ne dispiaccio profondamente, ma vi posso garantire che non c’era minimamente l’intenzione di denigrare o sminuire alcuno. Chiedo SCUSA a te che non mi conosci, che non conosci la realtà del nostro paesino, a te che ti sei indignato per il mio invito, a te che hai travisato il messaggio Chiedo SCUSA per la leggerezza e la fretta con la quale ho scritto l’invito, non specificando nei minimi dettagli le usanze del nostro bel paese e del nostro amato Santuario. Così facendo ho dato giustamente un’impressione errata di quanto è il nostro operato. Chiedo SCUSA alla mia comunità perché tutto questo ha lasciato trasparire una mentalità (che è lontanissima da me e dal nostro paese) misogina e retrograda. Chi mi conosce può testimoniare, come è stato fatto ovunque in questi giorni, sul mio operato sempre attento agli ultimi, alle uguaglianze, all’apertura mentale verso un mondo sempre più paritario e non discriminatorio. Sono princìpi e valori nei quali credo fermamente e che cerco ogni giorno di mettere al centro della vita, anche parrocchiale. La nostra parrocchia, come la nostra comunità, è da sempre coesa e collabora con entusiasmo nell’organizzazione della vita religiosa locale, sempre VOLONTARIAMENTE, RECIPROCAMENTE e nel RISPETTO DI TUTTI. Infine, ringrazio tutti per avermi fatto notare con tanta “delicatezza” il mio errore e vi invito a visitare il nostro Santuario rupestre in occasione dei riti rivolti a San Michele, per apprezzare il rispetto e la convivenza di cui è permeata la tradizione di quei luoghi. Chiedendo PERDONO, umilmente” .

(In copertina, particolare della locandina)

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