Bimbo morto ad Ancona: l'esito dell'autopsia
Bimbo morto ad Ancona: l’esito dell’autopsia
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Bimbo morto ad Ancona: l’esito dell’autopsia

Bimbo morto

Aggiornamenti sulla tragica storia del piccolo Francesco, il bimbo morto perché curato male con la medicina omeopatica. L'autopsia rivela un'encefalite.

La scelta sbagliata

Non sarà così in altri campi, ma in ambito medico le scelte dei padri ricadono sempre sui figli. Spesso alcuni genitori fanno scelte per i loro figli che non possono essere considerate solo “coraggiose”. A volte è solo per seguire dei propri principi morali, senza pensare se la vita del piccolo sia a rischio o meno. E’ il caso di genitori che crescono i propri figli con una dieta strettamente vegetariana e incorrono nel rischio di denutrizione. E’ il caso di genitori che non vaccinano i propri figli perché in alcuni casi ha provocato autismo – e questo fa parte di una polemica a livello nazionale molto recente. Infine è anche il caso di genitori che si servono esclusivamente di medicina omeopatica, anche per la cura dei propri figli. Come si può vedere nel caso dei genitori di Francesco, anche questa scelta si può rivelare pericolosa.

La storia di Francesco

Il piccolo Francesco di Ancona aveva solo sette anni.

Soffriva da 15 giorni di quella che era stata diagnosticata come un’otite. La diagnosi fu fatta da un medico omeopata di Pesaro, scelto appositamente dai genitori. Il bambino, di conseguenza, veniva curato esclusivamente con medicine omeopatiche. Ma nonostante le cure il male non sembrava arretrare. La madre era sempre più preoccupata e sospettava già che le medicine omeopatiche non bastassero. Ma l’omeopata le sconsigliava di portarlo all’ospedale, spaventandola con previsioni drastiche. Il medico, infatti, diceva alla madre di Francesco che in ospedale avrebbero dato la tachipirina al bambino, che lo avrebbe reso sordo. Così i genitori hanno trattenuto paura e ansia fino alla notte del 23 maggio, quando il bambino sembrava essere arrivato al limite. La corsa al pronto soccorso del Salesi è stata inutile: entro la fine del 24 maggio Francesco, dopo un periodo di coma e un intervento neurochirurgico disperato, non ce l’ha fatta e ci ha lasciati.

L’autopsia

Il nonno del piccolo Francesco, non appena saputo del decesso, già minacciava di denunciare l’omeopata per aver portato il nipotino alla morte.

I genitori già da tre anni non davano più antibiotici al bambino e si fidavano ciecamente nelle cure omeopatiche del loro medico. Ma il nonno resta fermo sulla sua posizione, dando la colpa non all’omeopatia in generale ma in particolare al medico che seguiva Francesco. L’autopsia fatta sul bimbo morto ha dato una nuova svolta alla storia: il bambino soffriva di encefalite e non di otite, come asseriva l’omeopata. Ciò complica ancora di più la situazione, dando al medico un ulteriore torto che avvalorano ancora di più le accuse per negligenza. Si prospetta un lungo processo che servirà, forse, a fare giustizia per Francesco, per i suoi genitori e per suo nonno. La verità, però, è che come ha sofferto Francesco è probabile che abbiano sofferto tanti altri bambini che non hanno ricevuto per tempo le cure necessarie. I genitori di Francesco hanno dato subito l’autorizzazione alla donazione degli organi del bimbo morto.

Magari con questo gesto ci si redime da delle cure sbagliate.

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