Ogni app vuole conoscere l’utente. Alcune per offrire servizi migliori, molte per alimentare la pubblicità mirata. Ridurre il tracciamento non richiede competenze da tecnici: serve metodo, consapevolezza e gli strumenti giusti. Questa guida spiega come intervenire su permessiID pubblicitari e impostazioni anti-tracking su iOS e Android, quali DNS filtranti adottare e quali browser privilegiare, evidenziando rischi e compromessi reali.
Prima di installare da app store o Play Store applicazioni come monkey appfc 26 web appsida quiz app o boycott app è utile valutare permessi, origine dello sviluppatore e recensioni. Una scelta informata limita esposizione ai tracker senza sacrificare del tutto le funzionalità, soprattutto quando le app sono gratuite e basano i loro ricavi sulla pubblicità.
IOS: disattivare tracking e gestire l’ID pubblicitario
Su iOS la base è la gestione dell’App Tracking Transparency. Percorso: Impostazioni > Privacy e sicurezza > Tracking quindi disattivare “Consenti alle app di chiedere di tracciarti”. Per controllare app specifiche, usare l’elenco sottostante e togliere i toggle ai singoli titoli. Per l’Apple Advertising andare su Impostazioni > Privacy e sicurezza > Pubblicità Apple e disattivare “Annunci personalizzati”.
In Safari: Impostazioni > Safari attivare “Impedisci tracking tra siti” e “Blocca tutti i cookie” solo se si accetta il minor comfort di navigazione.
Attenzione ai permessi in Impostazioni > Privacy e sicurezza entrare in “Localizzazione”, “Contatti”, “Foto”, “Bluetooth”, “Rete locale” e rivedere app per app. Cercare di concedere “Durante l’uso” invece di “Sempre”, e preferire “Foto selezionate” quando possibile. Notifiche e refresh in background restano utili per messaggistica e mappe, ma aumentano scambio dati: raggiungerli da Impostazioni > Notifiche e Generali > Aggiorna app in background, modulando per i servizi critici.
Android: eliminare l’ID pubblicitario e contenere i tracker
Su Android il percorso varia leggermente a seconda del produttore, ma il cuore è l’ID pubblicitario. In genere: Impostazioni > Privacy > Annunci quindi “Elimina ID pubblicità” o “Disattiva annunci personalizzati”. Se presente la voce Google > Annunci usare “Elimina ID” e verificare l’opt-out. In “Gestione autorizzazioni” (Impostazioni > Privacy) rivedere Localizzazione, Microfono, Fotocamera, Calendario, Registro chiamate: privilegiare “Consenti solo durante l’uso”.
Per limitare i tracker di rete, alcune ROM offrono Private DNSImpostazioni > Rete e Internet > DNS privato impostare un provider come NextDNS o AdGuard DNS con profilo personalizzato. Tenere presente che alcune app gratuite si reggono su advertising: in loro assenza possono ridurre funzionalità o mostrare pop-up. Valutare versioni premium senza annunci o alternative con modelli di business chiari.
Permessi: checklist rapida per ogni app
Ogni nuova installazione richiede una verifica. Aprire la scheda dell’app in Impostazioni e controllare: Localizzazione (solo uso), Foto/Media (limitare a elementi selezionati), Microfono e Fotocamera (solo quando serve), Bluetooth e Rete locale (spesso non necessari), Notifiche (essenziali solo per messaggi, banche, calendari). Disabilitare l’aggiornamento in background per app di news o intrattenimento riduce scambio dati e batteria, con lieve ritardo negli aggiornamenti.
- Evitate permessi che non servono alla funzione primaria.
- Preferite login anonimi o con email alias quando possibile.
- Sui pagamenti abilitare la 2FA e non salvare carte in app non essenziali.
Prima di aprire monkey appfc 26 web appsida quiz app o boycott app controllare se chiedono accessi fuori contesto (ad esempio contatti per un’app quiz). Segnali di rischio: permessi invasivi, sviluppatore opaco, changelog assente, pubblicità troppo aggressiva.
DNS filtranti e strumenti open source
I DNS filtranti bloccano domini pubblicitari e tracker a livello di sistema. Soluzioni come NextDNSAdGuard DNSControlD e profili Family proteggono anche da contenuti indesiderati. Su iOS si configura un profilo DNS, su Android si imposta il DNS privato con hostname. Vantaggi: protezione uniforme su ogni app minor carico di annunci. Svantaggi: possibili falsi positivi, break di funzionalità in app che usano domini condivisi.
Tra gli strumenti open source spiccano Blokada (variante OSS), RethinkDNS e DNS66 per Android; per utenti avanzati con root, AdAway. Su iOS l’approccio passa da content blocker per Safari e profili DNS. Ricordare che le VPN locali di questi tool consumano batteria e possono entrare in conflitto con VPN aziendali: scegliere un solo filtro attivo per volta e testare le app critiche (home banking, ride sharing) dopo l’attivazione.
Browser consigliati e blocco siti indesiderati
Per la navigazione, Safari con content blocker affidabili, Brave con blocco nativo, e Firefox/Firefox Focus con estensioni come uBlock Origin (su Android) offrono buon equilibrio tra privacy e usabilità. Il browser di DuckDuckGo aggiunge Protezione email e blocco tracker; tuttavia alcuni siti potrebbero richiedere CAPTCHAs più frequenti. Tenere abilitato “Impedisci tracking tra siti” e il blocco dei cookie di terze parti limita la profilazione ma può impedire login persistenti.
Per “come bloccare un sito” su iOS: Impostazioni > Tempo di utilizzo > Contenuti e privacy > Contenuti web selezionare “Limita contenuti per adulti”, aggiungere domini in “Mai consentiti”. Su Android: usare Family Link per profili figli o impostare DNS Family (es. CleanBrowsing/NextDNS) per “come bloccare siti per adulti”. Alcuni router offrono filtri a monte per tutta la rete: soluzione efficace per dispositivi condivisi.
Rischi reali e compromessi tra funzionalità e privacy
Bloccare il tracking riduce profilazione, ma comporta compromessi: meno personalizzazione nei feed, pubblicità generiche, possibili rotture in login social o mappe embed. Alcune app free limitano feature se non possono caricare SDK pubblicitari. I DNS filtranti migliorano l’esperienza su molti siti, però possono rallentare servizi che cambiano frequentemente domini. I content blocker fanno risparmiare dati e batteria, ma generano falsi positivi su sistemi di pagamento integrati.
La strategia vincente è modulare: usare profili diversi per lavoro e tempo libero, consentire permessi solo quando servono e valutare versioni a pagamento prive di ads per le app più usate. Tenere aggiornata la lista di eccezioni nei DNS, rivedere periodicamente permessi e notifiche e preferire app con codice trasparente o audit indipendenti. Così si riduce l’impronta digitale senza rinunciare del tutto alla comodità.
