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Blocco navale Usa: disabilitata nave mercantile nel Golfo Persico

Blocco navale Usa: disabilitata nave mercantile nel Golfo Persico

Le forze armate statunitensi hanno neutralizzato una petroliera vuota diretta verso un porto iraniano. Scopri le ultime notizie e le reazioni internazionali.

Le tensioni nel Golfo Persico continuano a salire. Le forze armate statunitensi hanno colpito una petroliera che tentava di dirigersi verso un porto iraniano, mettendo in atto un blocco navale contro l’Iran. L’episodio si inserisce in un contesto di crescenti scontri tra Stati Uniti e Iran, con ripercussioni su tutta la regione.

La M/T Belma battente bandiera di Curaçao, è stata individuata mentre transitava in acque internazionali verso l’isola di Kharg. Nonostante ripetuti avvertimenti, la nave ha ignorato le richieste di fermarsi, portando le forze statunitensi a disabilitarla con missili Hellfire lanciati da un aereo militare. Il Centcom il Comando Centrale degli Stati Uniti, ha confermato che la petroliera non è più in rotta verso l’Iran.

Il blocco navale e le reazioni internazionali

Il blocco navale imposto dagli Stati Uniti è entrato in vigore il 15 luglio con l’obiettivo di impedire il transito di navi verso i porti iraniani. Durante le prime 24 ore, le forze statunitensi hanno reindirizzato due navi mercantili conformi e disabilitato la M/T Belma. Il Centcom ha dichiarato che le forze statunitensi rimangono vigili e pronte a garantire il pieno rispetto del blocco.

Nel frattempo, il Kuwait ha riferito di aver intercettato quattro missili da crociera e 21 droni provenienti dall’Iran, causando danni materiali ma senza provocare vittime. Le forze armate del Kuwait hanno attivato le loro difese aeree per contrastare l’attacco.

Nuovi attacchi e tensioni crescenti

Il Centcom ha annunciato una nuova serie di attacchi contro l’Iran, iniziati alle 15 ore di Washington D.C. (le 21 in Italia). I raid hanno preso di mira le capacità militari iraniane utilizzate per minacciare le imbarcazioni che transitano liberamente attraverso lo Stretto di Hormuz una via navigabile internazionale vitale per il commercio globale. Secondo l’agenzia di stampa iraniana Mehr esplosioni sono state udite a Bandar Abbas, una città del sud che si affaccia sullo Stretto.

Le difese aeree sono state attivate vicino al consolato statunitense a Erbil, capitale del Kurdistan iracheno, dopo che diverse esplosioni sono state udite nelle vicinanze. Il consolato è stato frequentemente preso di mira da attacchi di droni e razzi dall’inizio della guerra in Medio Oriente.

Le dichiarazioni dell’Iran e le reazioni internazionali

Il Corpo delle guardie della Rivoluzione islamica (Irgc) iraniano ha annunciato che lo Stretto di Hormuz rimarrà chiuso fino alla fine degli “atti di aggressione” statunitensi. L’Irgc ha affermato che le operazioni di rappresaglia continueranno fino a quando gli Stati Uniti non cesseranno i loro atti di aggressione.

Il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei, ha dichiarato che i nuovi attacchi statunitensi hanno ulteriormente rafforzato la determinazione dell’Iran a ottenere giustizia. Baghaei ha sottolineato che ogni nuovo episodio non fa che rafforzare la determinazione dell’Iran a perseguire la giustizia attraverso meccanismi legali e internazionali.

Nel frattempo, l’Alta Corte israeliana ha sospeso la legge che esenta gli ultraortodossi dalla leva militare obbligatoria. I giudici hanno emesso un “ordine temporaneo di sospensione” dell’applicazione della legge, che congela gli arresti degli studenti delle yeshiva in età di leva fino al 30 novembre.

Le tensioni nel Golfo Persico continuano a crescere, con ripercussioni su tutta la regione. Le ultime mosse diplomatiche e militari stanno mettendo alla prova la stabilità della regione e le relazioni internazionali.

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