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Caldo estremo e fenomeni atmosferici violenti: cosa sapere per proteggersi

Caldo estremo e fenomeni atmosferici violenti: cosa sapere per proteggersi

L'estate 2026 si presenta con ondate di calore persistenti e temporali tropicali. Scopri i rischi per la salute e come proteggerti

L’Italia si trova ad affrontare un’estate 2026 caratterizzata da un’alternanza tra caldo record e temporali tropicali un fenomeno che sta diventando sempre più frequente e preoccupante. Le ondate di calore persistenti, accompagnate da notti tropicali stanno mettendo a dura prova la salute della popolazione, in particolare delle persone più vulnerabili.

Fabrizio Pregliasco, direttore della Scuola di specializzazione in Igiene e Medicina preventiva dell’università Statale di Milano, sottolinea come questa situazione rappresenti una sfida sanitaria sempre più complessa.

“Ogni giorno in più di esposizione al caldo aumenta lo stress cardiovascolare respiratorio e metabolico”, avverte Pregliasco. “Non possiamo più considerare il caldo un evento meteorologico eccezionale, ma una realtà che si accumula nel tempo e ha un impatto significativo sulla salute pubblica.”

I rischi per la salute legati al caldo estremo

Le temperature elevate e l’umidità persistente stanno determinando un incremento degli accessi ai pronto soccorso per disidratazione, colpi di calore, scompensi cardiaci e insufficienza respiratoria. “Gli effetti del caldo non si esauriscono in una giornata”, spiega Pregliasco. “È un fattore di rischio che si accumula nel tempo, aggravando le patologie croniche e aumentando il rischio di cadute e disorientamento, soprattutto negli anziani.”

Il caldo intenso non scompare dopo un temporale, anzi, l’umidità elevata che spesso segue questi eventi aumenta il disagio fisiologico.

“Occorre prestare attenzione non solo ai rischi diretti legati al maltempo, ma anche al fatto che il caldo intenso persiste”, avverte Pregliasco. “Questa situazione è particolarmente critica per anziani, persone con malattie cardiovascolari e respiratorie, bambini e lavoratori all’aperto.”

Temporali tropicali: un fenomeno sempre più frequente

L’alternanza tra caldo estremo e fenomeni atmosferici violenti è ormai una caratteristica ricorrente delle estati italiane. “L’atmosfera accumula una quantità enorme di energia sotto forma di aria molto calda e ricca di umidità”, spiega Pregliasco. “Quando arriva un impulso più fresco in quota, questa energia può liberarsi improvvisamente con fenomeni temporaleschi anche molto violenti.”

Il rischio maggiore non è rappresentato tanto dalla pioggia in sé, quanto dalle raffiche di vento improvvise, dalle grandinate e dai downburst, vere e proprie ‘esplosioni’ di aria discendente che possono provocare danni a edifici, alberi, cantieri e infrastrutture. “Le velocità del vento possono localmente superare i 100 km/h”, avverte Pregliasco. “Questi fenomeni hanno una distribuzione molto irregolare: pochi chilometri possono fare la differenza tra un violento nubifragio e una situazione del tutto tranquilla.”

La prevenzione come strumento efficace

Per affrontare questa situazione, è fondamentale seguire gli aggiornamenti della Protezione civile e dei servizi meteorologici ufficiali. “Non dobbiamo abituarci a considerare normale questa alternanza tra caldo estremo e fenomeni atmosferici violenti”, osserva Pregliasco. “Richiede una crescente capacità di prevenzione, sistemi di allerta efficaci e comportamenti prudenti da parte dei cittadini.”

Tra le misure di prevenzione più efficaci ci sono il mantenimento di una corretta idratazione, l’evitare l’esposizione nelle ore centrali della giornata, l’utilizzo adeguato degli ambienti climatizzati e la limitazione dell’attività fisica nelle ore più calde. “È importante verificare quotidianamente le condizioni di anziani, persone sole e pazienti con malattie croniche”, consiglia Pregliasco. “Le ondate di calore sono diventate una componente stabile delle estati italiane e richiedono una risposta strutturale che coinvolga sanità, Protezione civile, amministrazioni locali e cittadini.”

Il cambiamento climatico è ormai anche una sfida sanitaria e va affrontato con strumenti di prevenzione, monitoraggio e adattamento adeguati alla nuova realtà. “Ogni giorno in più di esposizione al caldo aumenta lo stress cardiovascolare, respiratorio e metabolico”, conclude Pregliasco. “È necessario misurare anche il reale impatto sanitario delle ondate di calore, attraverso sistemi di sorveglianza epidemiologica tempestivi che consentano di valutare ricoveri, accessi ai servizi di emergenza e mortalità correlata.”

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