Una decisione destinata a segnare la storia della giustizia americana e a riaccendere lo scontro sulla pena capitale. In California, il governatore Gavin Newsom ha disposto la commutazione di 548 condanne a morte, trasformandole in ergastoli senza possibilità di libertà condizionale. Una svolta che svuota di fatto il braccio della morte dello Stato e apre nuovi scenari anche sul piano politico nazionale.
Gavin Newsom commuta 548 condanne a morte: ergastolo per i detenuti
Il governatore democratico della California, Gavin Newsom, ha disposto la commutazione delle condanne capitali per 548 detenuti rinchiusi nel braccio della morte, convertendo tutte le sentenze in ergastoli senza possibilità di ottenere la libertà condizionale. La misura, annunciata giovedì 5 novembre attraverso una lettera aperta ai cittadini, rappresenta una delle più vaste operazioni di clemenza mai realizzate da un governatore nella storia moderna degli Stati Uniti.
I condannati continueranno a scontare la pena in carcere per il resto della loro vita, ma non potranno più essere sottoposti a esecuzione, neppure qualora le future amministrazioni decidessero di riprendere la pratica. «Ho concluso che l’uccisione autorizzata dallo Stato è incompatibile con i valori della California», ha dichiarato Newsom, spiegando che il sistema della pena capitale non è stato in grado di assicurare un’applicazione equa della giustizia e che, in alcuni casi, ha condotto anche a condanne ingiuste.
Il governatore ha inoltre riconosciuto che si è trattato di una delle scelte più difficili della sua carriera politica.
Dalla moratoria del 2019 alla svolta: si riaccende il dibattito sulla pena di morte negli Usa
Il provvedimento segna un nuovo capitolo nel percorso intrapreso dalla California per ridurre il ricorso alla pena capitale. Nello Stato, che ospita il più alto numero di detenuti condannati a morte degli Stati Uniti, non viene eseguita una condanna dal 2006. Già nel 2019, poco dopo il suo insediamento, Newsom aveva introdotto una moratoria sulle esecuzioni, senza però cancellare le sentenze. Nel 2023 aveva poi avviato lo smantellamento del braccio della morte nel carcere di San Quentin, trasferendo i detenuti in altri istituti, dove hanno potuto beneficiare di maggiori possibilità di movimento e di accesso alle attività carcerarie.
La nuova decisione arriva in un momento particolarmente delicato per il dibattito sulla pena capitale, tornato al centro dell’attenzione dopo il fallito tentativo di esecuzione di Christa Pike in Tennessee e le successive richieste di una sospensione nazionale. Il governatore ha comunque precisato che la pena di morte resta prevista dalla legge californiana: per abolirla definitivamente servirebbe infatti una decisione del Parlamento statale oppure una consultazione popolare.
