Le elezioni di midterm 2026 negli Stati Uniti si trasformano in una pesante battuta d’arresto per Donald Trump e il Partito repubblicano. I democratici conquistano terreno alla Camera e al Senato, imponendosi in diversi Stati chiave e mettendo in discussione gli equilibri politici di Washington. Il presidente reagisce ai risultati tra aperture alla collaborazione e nuove polemiche, mentre si apre la sfida per il controllo del Congresso e il futuro della sua agenda politica.
Midterm 2026, i democratici conquistano Camera e Senato: pesante sconfitta per Trump
Le elezioni di metà mandato negli Stati Uniti segnano una svolta negli equilibri politici di Washington. Secondo le proiezioni di Decision Desk HQ riportate da Bloomberg, i democratici conquistano la maggioranza alla Camera, mentre le rilevazioni diffuse durante lo scrutinio indicano un’avanzata significativa anche al Senato.
La perdita del controllo parlamentare rappresenta un duro colpo per il presidente Donald Trump e per il Partito repubblicano, che arretra in diversi Stati tradizionalmente conservatori. Lo speaker repubblicano della Camera, Mike Johnson, ha riconosciuto la difficoltà del risultato, osservando che «anche questa sera sembra che la storia sarà confermata», in riferimento alla tendenza del partito del presidente in carica a perdere terreno nelle elezioni di metà mandato.
Midterm Usa, i democratici avanzano al Senato: vittorie in diversi Stati chiave
Il risultato elettorale premia i democratici in numerose competizioni considerate decisive. In North Carolina, Roy Cooper conquista un seggio al Senato, riducendo ulteriormente la distanza dalla maggioranza, mentre Sherrod Brown prevale in Ohio sul repubblicano Jon Husted. In Kansas, Adam Hamilton supera Roger Marshall, ottenendo un risultato storico: l’ultima vittoria democratica per il Senato nello Stato risaliva al 1932. In Maine, Troy Jackson strappa un seggio ai repubblicani, mentre in South Carolina Annie Andrews sconfigge Darline Graham. Jon Ossoff conserva inoltre il proprio posto in Georgia, battendo Mike Collins, e Mark Warner ottiene un nuovo mandato in Virginia. Anche Chris Pappas vince in New Hampshire, mentre Juliana Stratton mantiene il seggio democratico in Illinois. In Texas, James Talarico supera il repubblicano Ken Paxton nelle proiezioni, conquistando un seggio che mancava ai democratici dal 1988.
Le vittorie si accompagnano ad altri risultati significativi: Rob Sand conquista la carica di governatore dell’Iowa, interrompendo una lunga fase di predominio repubblicano, mentre Gina Hinojosa prevale in Texas su Greg Abbott, riportando un democratico alla guida dello Stato dopo decenni. In California, Xavier Becerra viene indicato come vincitore della corsa alla successione di Gavin Newsom, mentre Keisha Lance Bottoms conquista la Georgia, diventando la prima donna e la prima governatrice afroamericana dello Stato. Conferme anche per Josh Shapiro in Pennsylvania e JB Pritzker in Illinois. Sul fronte repubblicano, Byron Donalds vince in Florida, diventando il primo governatore afroamericano dello Stato, mentre Andy Barr conquista il seggio senatoriale del Kentucky, destinato a succedere a Mitch McConnell. Alla Camera, Hakeem Jeffries si avvia verso l’ottavo mandato e potrebbe diventare speaker qualora i democratici consolidassero la maggioranza. Tra le altre sfide, Jamie Ager strappa ai repubblicani un seggio in North Carolina, mentre Ed Gallrein prevale in Kentucky. Le proiezioni diffuse durante lo scrutinio hanno indicato anche un vantaggio democratico in Michigan e in altri Stati in bilico, delineando un quadro particolarmente sfavorevole per i conservatori.
Trump reagisce alla sconfitta e attacca Fox News: «Non ero sulla scheda elettorale»
Di fronte all’avanzata democratica, Donald Trump ha alternato aperture al dialogo e dichiarazioni polemiche. In un’intervista al New York Times, il presidente ha dichiarato: «Sono assolutamente disposto ad accettare i risultati», aggiungendo che la sua amministrazione collaborerà con gli avversari politici e che «probabilmente troveremo un’intesa». Su Truth, tuttavia, ha rivendicato che la sua assenza dalle schede elettorali avrebbe inciso sull’esito: «Non ero sulla scheda elettorale e, se lo fossi stato, avremmo vinto CON UNA VITTORIA SCHIACCIANTE!». Trump ha inoltre escluso di dover provare sensi di colpa per il risultato e ha anticipato che non intende apportare cambiamenti alla propria amministrazione.
Il presidente ha annunciato anche l’intenzione di analizzare le ragioni delle sconfitte repubblicane, scrivendo che diventerà un «esperto politico» delle vittorie e delle sconfitte dei candidati. Nel frattempo, ha pubblicato un’immagine di un cappellino con la scritta «VETO», rilanciando la minaccia di opporsi alle iniziative legislative dei democratici. Tra i bersagli delle sue critiche è finito Greg Abbott, definito un RINO, acronimo utilizzato per indicare un repubblicano considerato poco fedele ai principi del partito.
Trump ha attaccato anche Fox News, accusando l’emittente di dedicare troppo spazio alle critiche nei suoi confronti e attribuendo a questo atteggiamento il calo degli ascolti. Nel suo lungo messaggio su Truth ha sostenuto che il gradimento personale tra gli elettori repubblicani rimane elevato e ha contestato le donazioni effettuate dalla società proprietaria del network a esponenti e organizzazioni democratiche. Parallelamente, il presidente ha inviato ai sostenitori un’email per raccogliere fondi, sostenendo che gli avversari intendano promuovere un nuovo impeachment. «Prometto che continuerò a lottare ogni giorno per voi e le vostre famiglie», si legge nel messaggio. Nonostante le sconfitte, un funzionario della Casa Bianca ha riferito a NBC News che Trump rimane «combattivo».
