Il ministro dei Trasporti spagnolo Óscar Puente si dimette dopo l’incidente ferroviario di Urda, costato la vita a 69 persone. Sotto pressione per la gestione della sicurezza, lascia anche le liste elettorali del Partito Socialista.
Sicurezza ferroviaria, Puente difende gli interventi del governo ma crescono le critiche
Nel corso dell’audizione, il ministro ha respinto le accuse di aver trascurato la rete ferroviaria, assicurando che la linea Madrid-Siviglia «non è un’infrastruttura né abbandonata né dimenticata».
A sostegno delle proprie dichiarazioni, ha ricordato il piano di modernizzazione da 780 milioni di euro avviato dal governo e le misure introdotte per ridurre i rischi, tra cui la diminuzione delle frequenze e una doppia verifica delle istruzioni rivolte ai macchinisti in caso di problemi ai sistemi di segnalamento.
Puente ha inoltre sollevato interrogativi sulla scelta del centro di controllo di Adif, la società pubblica che gestisce le infrastrutture ferroviarie spagnole, di autorizzare la ripresa della marcia del treno AVE coinvolto nell’incidente, nonostante il malfunzionamento del sistema di sicurezza LZB e la presenza di un convoglio Iryo fermo più avanti sulla linea.
Il ministro ha difeso l’affidabilità del sistema e promesso ulteriori strumenti tecnologici per migliorare la protezione dei passeggeri, impegnandosi a lavorare «senza sosta per recuperare la fiducia» dei cittadini.
Le sue spiegazioni, tuttavia, non hanno placato le opposizioni: la portavoce del Partito popolare, Ester Muñoz, ha contestato che il compito del ministro «non è spiegare gli incidenti mortali», ma prevenirli, accusandolo anche di non aver chiesto scusa alle famiglie delle vittime.
Intanto, il comitato aziendale di Adif ha proposto uno sciopero per il 17 novembre, chiedendo interventi per rafforzare la sicurezza ferroviaria dopo due gravi incidenti avvenuti a circa nove mesi di distanza.
Oscar Puente si dimette dopo la tragedia ferroviaria di Urda: lascia anche le liste elettorali
Il ministro dei Trasporti spagnolo Óscar Puente ha annunciato le proprie dimissioni al termine di un’audizione di quattro ore davanti alla Deputazione permanente del Congresso, convocata per fare luce sul disastro ferroviario di Urda, nella provincia di Toledo, avvenuto il 28 ottobre. L’incidente sulla linea ad alta velocità Madrid-Andalusia ha provocato 69 morti e numerosi feriti.
Puente ha comunicato la decisione al premier Pedro Sánchez pochi minuti prima di renderla pubblica in Parlamento, assumendosi la responsabilità politica per quanto accaduto. «Un ministro dei Trasporti di un Paese come la Spagna non può continuare nel suo incarico dopo due incidenti in meno di un anno», ha dichiarato, richiamando anche la precedente tragedia di Adamuz, in Andalusia, dove avevano perso la vita 45 persone.
Puente ha spiegato di aver maturato la scelta subito dopo l’incidente di Toledo, motivandola con «dignità politica, coerenza ed empatia verso le vittime». Oltre a lasciare il dicastero, ha annunciato che non sarà più il capolista socialista per Valladolid alle elezioni del 29 novembre, ringraziando Sánchez per la fiducia accordatagli. «Non è vero che tutti i politici siamo uguali», ha aggiunto, definendo il proprio passo indietro una decisione positiva per il Paese e per la democrazia.
