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Carenza di farmaci: perché oggi ne mancano 3200

Perché in Italia c'è una gran carenza di farmaci

Massa critica fra Covid, influenza, stop produttivi e psicosi da acquisto preventivo: sulla carenza di farmaci ci si chiede perché oggi ne mancano 3200

Carenza di farmaci: perché oggi ne mancano 3200 secondo una attendibile stima dell’Aifa: dalla Tachipirina al Moment, ecco quali sono le medicine diventate quasi introvabili.

L’allarme è arrivato anche in Italia e la carenza di alcuni farmaci in un momento in cui fanno massa critica Covid ed influenza è diventata spunto per quello che il Corsera definisce un “assalto al bancone”.

Carenza di farmaci, ne mancano 3200

L’Agenzia italiana del farmaco ha pubblicato il suo annuale elenco di medicinali difficili da reperire. Le novità non mancano: alla data del 3 gennaio 2023 il totale si attesta a 3.198, cioè di 66 unità in più rispetto al rilevamento di dicembre.

Quali sono quelli di cui si sente maggiormente la mancanza? “Moment, Neo Borocillina, Nurofen e Spididol”, poi antivirali o antinfiammatori e antibiotici. E in oltre il 50% dei casi il motivo le la “cessazione dei farmaci”, sostituibili con altri a disposizione della farmacia. I dati sono chiari: nel 46% dei casi è carenza è in elenco ci sono anche Tachipirina, Efferalgan, Tachifludec e Amoxicillina.

I nomi dei medicinali più ricercati

Dal canto suo FederFarma ha spiegato “che non si tratta di un’emergenza sanitaria ma di un semplice rallentamento dovuto all’intreccio di diversi fattori: dalle complicanze legate al Covid e all’influenza, fino alla produzione dei farmaci stessi”.

Nessuno parla di speculazioni ad hoc e l’ente ha invitato i consumatori a non accorrere nei punti vendita per creare scorte con il rischio di aggravare la situazione. Le soluzioni per contenere la complicanza e rimediare alle carenze ci sono. Marco Cossolo, presidente di Federfarma, ha detto: “Il principio attivo che più si fa fatica a rintracciare è l’ibuprofene in sciroppo, ma ciò che non manca sono alternative e valide soluzioni.

In ambito nazionale, c’è un aumento dei consumi legato da una parte al diffondersi di un’influenza con sintomatologia più pesante rispetto al passato e dall’altra anche al Covid, che nel 90% dei casi viene curato tra le mura domestiche con anti-infiammatori”.