> > Cauzione per cinque sospetti di terrorismo vicino alla base RAF di Fairford

Cauzione per cinque sospetti di terrorismo vicino alla base RAF di Fairford

Cauzione per cinque sospetti di terrorismo vicino alla base RAF di Fairford

Cinque giovani londinesi sotto accusa di terrorismo a Fairford tornano a casa con severe limitazioni.

Nel cuore della notte tra sabato e domenica, la polizia di Londra ha fermato cinque uomini nei pressi della base aerea RAF Fairford, originariamente sospettati di aver organizzato un attentato contro la struttura militare, utilizzata anche dalle forze armate statunitensi. Dopo le prime audizioni, i giovani, tutti residenti nella capitale, sono stati liberati su cauzione ma rimangono soggetti a rigide misure di controllo.

Arresti e rilascio su cauzione

I cinque imputati, di età compresa tra i 23 e i 25 anni, provengono da quartieri londinesi come Westminster, Camden e Willsden. Sono stati fermati mentre viaggiavano su tre furgoni bianchi i quali sono stati perquisiti con l’ausilio di personale militare e periti forensi. Le accuse riportano la violazione dell’articolo 5 del Terrorism Act includendo preparazione di un atto terroristico e reati legati agli esplosivi.

Chi sono gli imputati e le accuse precise

Oltre al gruppo principale, le indagini hanno coinvolto un uomo di 27 anni con doppia cittadinanza britannica e iraniana arrestato a Westminster per presunte attività analoghe, e un cittadino britannico di 26 anni interrogato. Tuttavia, soltanto i cinque giovani prematuro-ventenni sono stati rilasciati, mantenendo una cautela da parte delle autorità: devono osservare limitazioni sugli spostamenti e sui contatti sociali fino al termine delle indagini.

Le indagini di Scotland Yard

Laurence Taylor, responsabile dell’unità antiterrorismo di Scotland Yard, ha sottolineato che il rilascio non chiude il caso. “Questo non significa che l’indagine sia conclusa”, ha dichiarato, aggiungendo che le forze di sicurezza continuano a monitorare la zona di Fairford con “risorse significative” e che il cordone di sicurezza sarà gradualmente ridotto per permettere il ritorno dei residenti.

Possibili legami con lo Stato iraniano

Tra le ipotesi al vaglio vi è la possibile influenza di un attore straniero, in particolare l’Iran, che aveva già indicato la base di Fairford come possibile obiettivo. Taylor ha spiegato che gli investigatori stanno valutando scenari in cui i giovani avrebbero agito “per procura” o, inconsapevolmente, per conto di un governo estero. Alcune testimonianze indicano che la motivazione potrebbe anche essere di natura economica, con un eventuale compenso per l’esecuzione dei piani.

Reazioni politiche e internazionali

Il caso ha attirato l’attenzione di figure di spicco: il presidente americano Donald Trump ha dichiarato di essere “sorpreso” dal rilascio, aggiungendo “Sappiamo tutto di loro. Io non li avrei liberati”. Dal lato britannico, il premier laburista Andy Burnham ha annunciato una riunione del CBRN-Cobra per valutare la sicurezza nazionale, mentre il ministro della Difesa Wes Streeting ha ricordato le tensioni con l’Iran, senza però collegarlo direttamente all’incidente. Negli Stati Uniti, il segretario Marco Rubio ha affermato che l’attacco “mostra chiaramente il coinvolgimento di un attore straniero”. L’ambasciata iraniana a Londra, invece, ha smentito ogni coinvolgimento, definendo le affermazioni “illazioni vergognose”.

Le autorità non hanno ancora confermato l’utilizzo di esplosivi o droni, e i residenti continuano a vivere l’incertezza di una possibile minaccia ancora in evoluzione.

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