La cena dei corrispondenti della Casa Bianca tradizionale evento annuale, torna in scena dopo l’attentato di aprile che ha sconvolto Washington. Il presidente Donald Trump che aveva inizialmente definito l’evento un “HOT ticket” e una “very good thing“, sarà presente alla nuova edizione, prevista per venerdì 24 luglio al Waldorf Astoria.
L’evento, organizzato dall’Associazione dei Corrispondenti della Casa Bianca (WHCA) era stato inizialmente programmato per aprile, ma fu interrotto bruscamente quando Cole Tomas Allen tentò di fare irruzione armato di pistole e coltelli. L’attentato, che ferì un agente del Secret Service costrinse alla fuga il presidente e gli altri ospiti di rilievo.
Un evento sotto scorta rafforzata
La nuova edizione della cena si terrà in un luogo diverso, il Waldorf Astoria ex Trump International Hotel con misure di sicurezza rafforzate. A differenza del Washington Hilton dove si è verificato l’attentato, il nuovo venue ospiterà un numero ridotto di partecipanti, circa 1.000 contro i 2.500 della scorsa edizione.
L’accesso sarà limitato a un’unica entrata, con controlli coordinati tra il Secret Service e una società di sicurezza privata.
La presidente della WHCA, Weijia Jiang ha sottolineato che la decisione di riorganizzare l’evento è stata presa “dopo attenta considerazione e input dai membri“. La scelta di procedere, nonostante l’attentato, è vista come un atto di resistenza alla violenza e un modo per ribadire l’importanza della libertà di stampa.
Critiche e controversie
La cena dei corrispondenti della Casa Bianca non è nuova alle polemiche. Molti giornalisti e critici hanno messo in discussione il suo valore, definendola un evento che mescola troppo strettamente il mondo della politica e quello dell’informazione. Nicholas Lemann ex decano della Columbia University’s Graduate School of Journalism l’ha descritta come “una riunione del Rotary Club del giornalismo di Washington“.
Le critiche sono aumentate dopo l’attentato, con alcuni che hanno chiesto l’abolizione dell’evento. Kelly McBride vice presidente del The Poynter Institute ha affermato che la cena è “una tradizione superata che nuoce a tutto il giornalismo“.
Il discorso di Trump: cosa aspettarsi
Trump, che in passato aveva definito la cena “morta” e aveva boicottato l’evento per quattro anni, ha cambiato atteggiamento. Dopo l’attentato, ha dichiarato che il suo discorso potrebbe essere meno “spietato” di quanto aveva inizialmente previsto. “Non so se darò le stesse affermazioni piuttosto spiacevoli“, ha scritto su Truth Social.
La sua partecipazione è vista come un segnale di resilienza ma le tensioni tra Trump e la stampa rimangono. Recentemente, il Dipartimento di Giustizia ha emesso un mandato di comparizione per alcuni giornalisti del New York Times suscitando critiche da parte di vari gruppi per la libertà di stampa.
Un evento simbolico
La cena dei corrispondenti della Casa Bianca, nonostante le critiche, rimane un appuntamento importante. I proventi, circa $480 a biglietto, finanziano borse di studio e premi giornalistici. Tuttavia, l’evento è spesso criticato per il suo aspetto glamour e per la presenza di celebrità, che alcuni ritengono distolga l’attenzione dal giornalismo serio.
Con Trump in programma per parlare, l’attenzione sarà rivolta non solo alle sue parole, ma anche al messaggio che l’evento stesso vuole trasmettere: che la violenza non può fermare la democrazia e la libertà di stampa. Resta da vedere se questa edizione riuscirà a superare le divisioni e a unire, almeno per una sera, il mondo della politica e quello dell’informazione.
