> > Coloni israeliani marciamo verso Gaza per rivendicare gli insediamenti evacua...

Coloni israeliani marciamo verso Gaza per rivendicare gli insediamenti evacuati nel 2005

Coloni israeliani marciamo verso Gaza per rivendicare gli insediamenti evacuati nel 2005

Coloni israeliani hanno marciato verso Gaza per chiedere la ricostruzione degli insediamenti evacuati nel 2005, con la partecipazione di ministri e parlamentari.

Un gruppo di coloni israeliani ha organizzato una marcia verso Gaza per chiedere la ricostruzione degli insediamenti evacuati nel 2005. L’evento, definito ‘Marcia delle migliaia’, ha visto la partecipazione di ministri e parlamentari, nonostante le restrizioni militari.

L’iniziativa è stata promossa dal gruppo Nachala che da anni sostiene la necessità di insediare nuovamente gli insediamenti israeliani nella Striscia di Gaza.

La marcia è stata organizzata nonostante un ordine militare che ha dichiarato la zona circostante una area militare chiusa per 24 ore, con l’obiettivo di impedire ai partecipanti di attraversare il confine.

La partecipazione di ministri e parlamentari

Tra i partecipanti alla marcia ci sono stati il ministro delle Finanze Bezalel Smotrich il ministro della Sicurezza Nazionale Itamar Ben-Gvir e più di due dozzine di ministri e legislatori.

La presenza di questi esponenti politici di spicco ha sottolineato come la richiesta di reinsediamento a Gaza sia entrata a far parte del dibattito politico mainstream in Israele.

Smotrich e Ben-Gvir, entrambi membri del governo di Benjamin Netanyahu, hanno espresso pubblicamente il loro sostegno alla ricostruzione degli insediamenti. Smotrich ha parlato di una ‘opportunità storica’ mentre Ben-Gvir ha postato un video con la didascalia ‘Gaza è nostra’.

Le rivendicazioni dei coloni

I partecipanti alla marcia hanno chiesto la ricostruzione di tre insediamenti evacuati nel 2005: Elei SinaiDugit e Nisanit. Questi insediamenti erano stati abbandonati durante il ritiro unilaterale di Israele dalla Striscia di Gaza.

Il gruppo Nachala ha dichiarato che più di 10.000 persone hanno partecipato alla marcia, anche se i media israeliani hanno stimato la presenza a poche centinaia. Nonostante le restrizioni, alcuni partecipanti hanno trovato modi per aggirare i controlli e raggiungere il confine con Gaza.

Le reazioni internazionali

La marcia ha suscitato reazioni critiche da parte di analisti e attivisti palestinesi. Diana Buttu, avvocato e analista palestinese, ha dichiarato che l’assenza di responsabilità per i crimini commessi da Israele ha incoraggiato ulteriori violazioni dei diritti umani.

‘Perché Israele non è mai stato punito per i suoi crimini, è naturale che un paese che commette genocidio e pulizia etnica si senta incoraggiato a rubare più terra’, ha affermato Buttu.

In dicembre, un gruppo di attivisti di Nachala aveva brevemente attraversato il confine con Gaza, piantando una bandiera israeliana prima di essere riportati indietro dalle forze militari.

Continua sull'app Le notizie della tua città, in tempo reale.
Apri nell'app